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    Aggiunto da il 2009-12-11

    pina-marmoPina Marmo (PD) è intervenuta stamane, in rappresentanza del Consiglio d’Europa, al Forum delle Città interculturali che si è tenuto nella sede del Consiglio regionale a Bari.

    “Il Forum Città interculturali – ha detto Pina Marmo – è un’eccellente iniziativa. Il Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa vi ha pienamente aderito e l’ha sostenuta nel corso della sua Sessione plenaria del marzo di quest’anno, in occasione della quale ha adottato una Raccomandazione sulle città interculturali.

    Con il Forum si avvia una concreta riflessione sull’identità multiculturale della nostre città. Dobbiamo “inventare” un modello di città multiculturale perché di fatto siamo già in città multietniche. Culture diverse, che dobbiamo conoscere e che devono tra loro conoscersi, perché solo attraverso il dialogo si realizza la reciproca comprensione e si pongono le basi per una crescita armoniosa della collettività. La pluralità è una ricchezza. Desideriamo una città che non sia solo luogo di convivenza, ma di scambio e mutuo arricchimento per tutti. Quando sentiamo dire che l’immigrato è una “risorsa”, ci viene d’impulso il pensiero che questo termine non può e non deve avere solo valenze di ordine economico-produttivo: chi viene a lavorare nel nostro paese è anzitutto un essere umano, quasi sempre in condizioni di disagio, che deve trovare nelle nostre città il rispetto e la considerazione che la nostra cultura ha maturato verso l’uomo, la sua spiritualità, la sua cultura. Solo così si può “inventare” un modello positivo di città interculturale, facendo sì che lo sviluppo culturale veda l’apporto di tutti i cittadini, italiani e stranieri.

    Noi rappresentanti presso il Congresso riteniamo che l’interculturalismo sia il miglior mezzo per conseguire la coesione sociale e uno sviluppo urbano sostenibile, poiché promuove il pluralismo, la giustizia e le pari opportunità all’interno delle comunità locali. Condividiamo pienamente l’affermazione del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, quando esprime il suo convincimento che “noi tutti non apparteniamo a un’unica, bensì a più categorie, che non comprendono soltanto la nostra origine etnica, la nostra nazionalità o il nostro credo religioso. Quando si vuole imporre una pretesa unica identità non si fa altro che creare le condizioni per innescare scontri settari”.

    “Vorrei sottolineare – ha concluso Pina Marmo – che l’interculturalismo non vuol dire attenuare, indebolire i diritti e le libertà fondamentali e le norme democratiche, né essere disposti a transigere su questi valori. Al contrario, per garantire lo sviluppo della coesione sociale, della dignità e delle pari opportunità per tutti i membri della società, indipendentemente dalle loro origini etniche, culturali e sociali, è per noi indispensabile questa solida base rappresentata dai valori fondamentali sostenuti dal Consiglio d’Europa, la cui messa in opera a livello locale e regionale è incoraggiata e promossa dal Congresso.

    “Insieme nella diversità” è lo slogan che la Commissione Europea ha scelto per avviare la campagna di comunicazione e di sensibilizzazione per l’Anno Europeo del dialogo interculturale.

    Credo che oggi abbiamo la possibilità di tramutare in realtà effettuale, l’intuizione profetica dell’unità nella diversità.”

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