Bari: Omicidio Bove. Carabinieri eseguono il fermo del presunto responsabile.
La sera della vigilia di Pasqua dello scorso anno (11 aprile 2009), verso le ore 22.00, all’interno del suo appartamento in via Saverio Damiani, veniva rinvenuto cadavere BOVE Maurizio, 36enne di Bari.
Sebbene impegnati in altro efferato omicidio avvenuto in Triggiano, i Carabinieri del Nucleo Investigativo davano inizio ad attività d’indagine che sin da subito si presentava particolarmente difficile per due ordini di motivi: il rinvenimento del cadavere a circa 24 ore dall’assassinio ed il contesto in cui era maturato.
Per tutta la nottata e nei giorni a seguire, comprese le festività pasquali, furono sentite tutte le persone che in un modo o in un altro avevano avuto rapporti e contatti con la vittima.
Le indagini proseguite ininterrottamente per circa un anno sotto la direzione della Procura di Bari (Proc. Agg. Dr. Pasquale DRAGO e Sost. Proc. Dr.ssa Patrizia RAUTIIS) hanno avuto una improvvisa accelerazione nei giorni scorsi.
Nulla è stato tralasciato: dall’aspetto scientifico – curato dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo – all’incrocio dei tabulati telefonici riportanti il traffico delle celle impegnate nelle stazioni radio base, che hanno consentito di ricostruire i retroscena dell’efferato episodio criminoso chiudendo il cerchio sul responsabile Marco VERONICO, 22enne barese, incensurato.
“Un’indagine modello” così l’ha definita il Procuratore Laudati nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina presso il Comando Provinciale Carabinieri di Bari. Infatti, malgrado si trattasse di un efferato omicidio maturato negli ambienti omosessuali dello stadio San Nicola del capoluogo pugliese, gli uomini dell’Arma, attraverso indagini silenziose e metodiche, analizzando tabulati telefonici della vittima e rilevando anche la compatibilità della pianta del piede del presunto omicida con un’orma lasciata sul luogo del delitto, sono arrivati all’identificazione del responsabile.
Questa notte la svolta: la raccolta delle fonti di prova ha messo in un angolo il responsabile dell’omicidio che, preso atto delle contestazioni addebitategli, messo alle strette, ha confessato nel corso dell’interrogatorio del Pubblico Ministero di aver commesso l’insano gesto, determinato anche da un abuso di cocaina. Subito sono scattate le manette ai suoi polsi in esecuzione del decreto di fermo emesso dallo stesso magistrato.
Fonte: Comando Provinciale Carabinieri di Bari













