L’Ordine dei Medici chiede una moratoria sugli impianti a biomasse e sugli inceneritori-termovalorizzatori
– Al Presidente della Regione Puglia on. Nichi Vendola
- Al Presidente della Provincia Bat dott. Francesco Ventola
- Ai Sindaci dei comuni della Provincia BAT
Oggetto : richiesta di moratoria su impianti a biomasse e su inceneritori autorizzati dalle amministrazioni cittadine della BAT.
L’articolo 5 del nuovo codice deontologico dei medici ha il titolo “Educazione alla salute e rapporti con l’ambiente” e così recita: “Il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini. A tal fine il medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all’utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile. Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva.”
E’ quello che noi tutti facciamo ogni giorno, sia singolarmente che inseriti in gruppi di volontariato che operano nel sociale.
E’ quello che facciamo nella nostra attività quotidiana quando suggeriamo comportamenti rivolti alla prevenzione e alla lotta contro i fattori di rischio individuali e sociali. Un esempio per tutti sono le campagne di sensibilizzazione alla corretta alimentazione o l’invito a smettere di fumare.
E’ per questo motivo che l’Ordine dei medici della sesta Provincia ha costituito al suo interno una commissione di esperti che si occupa di salute e di ambiente.
Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un eccesso di incidenza delle malattie e della mortalità per patologie correlate all’inquinamento atmosferico e nel delicato compito che svolgiamo non possiamo rimanere indifferenti.
Perciò interveniamo nel dibattito intorno alla installazione di impianti a biomasse e ci rivolgiamo alle autorità amministrative delle città della nostra Provincia per segnalare il grave pericolo costituito da tutte le fonti emittenti polveri in atmosfera, come gli impianti industriali che inceneriscono materiale biologico o sintetico.
In particolare chiediamo ai Sindaci dei dieci comuni della sesta Provincia una moratoria sulla costruzione di tutti gli impianti a biomasse e dei cosiddetti termovalorizzatori, che a tutti gli effetti risultano inceneritori.
Non siamo i primi, non siamo i soli. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Medici francesi ed i principali sindacati medici si sono già mossi ed hanno chiesto al Governo francese proprio una moratoria sulla costruzione di nuovi inceneritori in Francia.
Noi medici lo facciamo non solo per la valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, per la tutela della biodiversità, per il patrimonio culturale e per il paesaggio rurale, ma soprattutto per gli effetti sulla salute di tali impianti.
Gli innumerevoli studi scientifici hanno ormai acclarato gli effetti delle polveri sottili con PM 10 e PM 2,5, PM 1 e PM 0,1 , contenenti metalli pesanti , formaldeide, acroleina, furani e diossine sull’apparato respiratorio e sull’apparato cardiocircolatorio tanto da aumentare la mortalità nei residenti in prossimità degli impianti emittenti. A semplice titolo di esempio riporto che nel sito della “UK Health Research” sono presenti le rilevazioni tra il 2004 e il 2008 nelle zone circostanti l’inceneritore di Kirklees nel West Yorkshire correlate all’eccesso di mortalità infantile.
Le conclusioni delle ricerche di epidemiologia descrittiva ed analitica anche se non sempre univoche inducono noi medici a privilegiare il rispetto del principio di cautela: “Quando una attività crea possibilità di fare male alla salute o all’ ambiente, misure precauzionali dovrebbero essere prese,anche se alcune relazioni di causa effetto non sono stabilite dalla scienza” .
Non vogliamo interferire nel dibattito politico in atto:vogliamo solo dare il nostro contributo di professionisti della salute e insieme chiedere di essere ascoltati dalla pubblica amministrazione ogni volta che vengano adottate decisioni che coinvolgono la salute dei cittadini.
Se per ciascun cittadino l’impegno a proteggere la propria salute è un dovere civico, per noi medici è anche un dovere etico professionale.
Dino Delvecchio





