Questione di nettezza. Urbana.
La Domenica di Pasqua è sacra per i cattolici e santificare le feste si deve.
Si deve anche pranzare in serenità e con la gioia nel cuore.
Ma può capitare che un argomento turbi gli animi dei commensali.
E’ successo. A noi.
In città si parla di una situazione di precaria igiene pubblica legata all’abbandono di manifesti elettorali vicino ai cassonetti e addirittura in un articolo di giornale si cita il ricorso ai magistrati.
E’ una questione molto seria. E’ una questione di nettezza. Urbana.
Alla componente più piccola della famiglia viene un’idea: “E … se andassimo noi a pulire e a raccogliere tutto subito dopo pranzo?”
Uno obietta: “Anche se non è successo nel nostro quartiere ed è lontano dalla nostra casa?”
“Certo!” rispondono in coro tutti gli altri.
“E’ vero – riprende l’obiettrice di coscienza- potrebbe essere ancor più importante dimostrare la nostra solidarietà ai cittadini del quartiere che stanno soffrendo per questa situazione incresciosa”.
Tutti d’accordo.
Finiamo il pranzo con l’animo più leggero e la pancia un pò meno. Ma non importa, siamo felici … come una Pasqua. Ora ci aspetta l’operazione “nettezza urbana”.
Ci muniamo di guanti, di scopa e di paletta. Giungiamo sul posto incriminato dalla zozzeria dilagante.
Individuato. Scendiamo. Il più lento è nonno Vincenzo. Bisogna capirlo, ha 93 anni e un’artrosi che lo affligge agli arti.
Ci dividiamo i compiti : “Nonno, voi vi limitate a dirigere l’operazione”.
Manco a dirlo. E’ il primo che si catapulta sui fogli sparpagliati vicino ai cassonetti . Ad otto mani e ad altrettanti battiti di ciglia tutti i fogli sono stati messi nel bidone della carta. Il tempo impiegato: 20 minuti circa.
Operazione conclusa.
Le ragazze si rimettono in bici e noi in auto. Si torna a casa tra gli sguardi increduli di alcuni giovinotti dall’aria stanca e appollaiati sugli scooter davanti ad un bar.
Mentre andavamo via abbiamo notato dall’altra parte della strada un uomo che aveva assistito alla nostra azione e che si è messo a raccogliere un manifesto dal marciapiedi per portarlo verso i cassonetti.
Ci guardiamo soddisfatti del piccolo lavoro che sembra contagiare.
Ma un dubbio ci assale: il giorno di Pasqua è lecito lavorare?
Giovanni Del Mastro, Marilù Miani, Giandomenico Tota, Antonio Caldarone, Antonio Carbone, Domenico Damiano Piscardi, nonno Vincenzo, Chiara, Paola e Dino Leonetti






























