Bari, blitz antiprostituzione dei Carabinieri – sgominati due gruppi criminali
Alle prime luci dell’alba, oltre 200 militari del Comando Provinciale di Bari, supportati da un elicottero e da unità cinofile, hanno portato a termine un’importante operazione di polizia, che ha consentito di disarticolare due gruppi criminali, operanti nella provincia di Bari ed in quella di Pesaro–Urbino, ma strettamente connessi tra di loro, dediti allo sfruttamento ed al favoreggiamento della prostituzione. 39 sono stati i provvedimenti restrittivi eseguiti a carico di altrettanti soggetti che dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento ed al favoreggiamento della prostituzione nei comuni di Grumo Appula, Toritto, Palo del Colle, Terlizzi, Pesaro, Urbino, Fano e limitrofi. In particolare i provvedimenti restrittivi sono così ripartiti:
GRUPPO OPERANTE NELLA PROVINCIA DI BARI: 30 ordinanze di cui 23 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 2 obbligo di dimora;
GRUPPO OPERANTE NELLA PROVINCIA DI PESARO-URBINO: 9 ordinanze di cui 3 in carcere, 5 agli arresti domiciliari ed 1 obbligo di dimora;
L’operazione conclude una complessa ed articolata attività avviata dai Carabinieri della Compagnia di Modugno nel luglio 2006, a seguito dell’arresto, da parte della Stazione Carabinieri di Toritto, di un uomo per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di tre donne straniere lungo la S.S. n. 96 che collega Bari ad Altamura e risulta essere una delle arterie più interessate al particolare fenomeno. Le indagini, sviluppatesi con intercettazioni telefoniche ed ambientali oltre a numerosi e impegnativi servizi di osservazione e pedinamento, hanno consentito di delineare i contorni delle due organizzazioni criminali e di acclarare le notevoli analogie e sicure interessenze tra i livelli direttivi dei due gruppi.
Si potrebbe parlare infatti di due ramificazioni di una medesima associazione a delinquere di tipo “policentrico” con le seguenti specificità:
i luoghi di esercizio e l’ambito territoriale delle attività di prostituzione, costituiti da moduli abitativi e casolari dislocati in terreni agricoli lungo la s.s. 96 e la s.p. 231 e da appartamenti nei comuni marchigiani di Fano (PU) e limitrofi; il livello direttivo dell’organizzazione a struttura piramidale, desunto dai sistematici rapporti intercorrenti tra i sodali diretti alla pianificazione, direzione e conduzione della complessa attività criminale; il reclutamento delle prostitute che avveniva ad opera del gruppo direttivo ed interessava tutte donne provenienti dal Sud America (Colombia, Rep. Dominicana, Uruguay), opportunamente fatte ruotare all’incirca ogni 15 giorni con un programma di avvicendamento in turni, così da creare un effetto “novità” nei clienti ed una più difficile individuazione da parte delle Forze dell’Ordine; la costante vigilanza dei siti, il trasporto, la fornitura del vitto, la risoluzione dei problemi logistici e sanitari al fine di vigilare sulla sicurezza delle prostitute e sul buon andamento delle attività; la consapevolezza dei proprietari di taluni siti, generalmente terreni agricoli su cui venivano impiantati containers o moduli abitativi, tramite la stipula di “preliminari di vendita” che assicuravano a prostitute e sfruttatori la tutela legale, mentre ai proprietari una fonte di guadagno ingente, assolutamente sproporzionata al valore oggettivo del terreno (1000 – 1200 Euro/settimana).
Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro numerosi immobili tra cui i moduli abitativi ed i casolari dislocati lungo la s.s. 96 e la s.p. 231 oltre a 4 appartamenti siti sul litorale marchigiano per un valore complessivo di 1.500.000 euro.
Fonte: Comando Provinciale Carabinieri di Bari






























