L’ultimo miracolo: nasce sotto la pioggia e per strada il coordinamento territoriale contro gli inceneritori e le biomasse. La Provincia BAT nega l’ospitalità
Non era un cenacolo di bocconiani e di dediti alla vita ascetica, lo ammettiamo.
Ma essere operai, medici, biologi, agronomi, giornalisti, professori, studenti che vogliono riunirsi per costituire il Coordinamento territoriale per la lotta contro gli impianti che inquinano le popolazioni della BAT non è stato sufficiente per rendere “congrua” la richiesta volta ad ottenere la sala del consiglio della Provincia per una conferenza-stampa.
Dopo aver presentato la domanda e averla protocollata dieci giorni addietro, ci siamo presi la premura di parlare direttamente con i referenti della provincia in due occasioni e da loro abbiamo avuto conferma che sì, la sala del consiglio era disponibile. Cionostante ieri mattina, esattamente alle ore 11, cioè 6 ore prima dell’annunciata conferenza, ci è stato comunicato dal Presidente del consiglio, avv. Luigi Riserbato, che la nostra richiesta non era “congrua” con quanto riferito su un giornale.
Facciamo chiarezza.
Sulla nostra richiesta è scritto “conferenza stampa su argomenti attinenti la salute e l’ambiente”.
Sul giornale è scritto: “costituzione del coordinamento provinciale No agli inceneritori e alle centrali a biomasse”.
Dove è l’incongruenza? Per noi gli inceneritori e gli impianti a biomasse inquinano l’ambiente e la salute.
Abbiamo fatto notare l’evidente assurdità di un rifiuto non scritto, intempestivo e con una causale così bizzarra, ma non c’è stato nulla da fare.
Non ci siamo scomposti più di tanto.
Abbiamo deciso di tenere ugualmente la conferenza-stampa. Nel piazzale antistante la sede del consiglio provinciale. Praticamente in mezzo alla strada. La pioggia battente ci ha fatti poi ripiegare sotto il portico della vicina basilica della Madonna dei Miracoli. Mai un posto si è rivelato tanto azzeccato.
Abbiamo avuto bisogno del miracolo della democrazia partecipata per ricevere l’illuminazione derivante da questo rifiuto di ospitalità . Al nostro appello hanno risposto in tanti ed altri si stanno aggregando in queste ore. Ci siamo riuniti provenendo da Andria, da Barletta, da San Ferdinando, da Trani, da Canosa, da Bisceglie, da Trinitapoli e ciascuna delle delegazioni ha portato la voce di molte associazioni. La nostra, ad esempio, ha portato l’adesione di Legambiente, del WWF, del Movimento consumatori, del comitato di quartiere “Il parco che non c’è”, del Coordinamento comitati per Andria città sana.
A tutti è sembrato chiaro : gli imprenditori della morte, i costruttori di inceneritori e di megaimpianti a biomasse vogliono rendere le nostre terre un luogo di conquista, facendo sfregio dell’economia e della salute dei residenti.
Un altro miracolo è stata la presa di coscienza e la determinazione di reagire in modo civile e propositivo.
Abbiamo dato notizia della costituzione di un comitato tecnico-scientifico-giuridico che comprende professori universitari, giornalisti, docenti, avvocati, ricercatori, geologi, agronomi, biologi, medici, oncologi. Siamo tutti al servizio della cittadinanza per difendere la popolazione e il territorio da chiunque voglia danneggiarli.
Ringraziamo tutti: i giornalisti e le emittenti televisive intervenute, ma anche i numerosi cittadini accorsi, in particolare i giovani della Fabbrica di Nichi e i giovani dell’IDV di Andria che non ci fanno mai mancare l’entusiasmo e l’incoraggiamento.
Il nostro appello è rivolto all’intera cittadinanza.
Ai cittadini che ci hanno contattato e non hanno potuto essere fisicamente presenti diciamo che andremo avanti, andremo oltre le stravaganze del politicamente scorretto, qualora dovessero porsi ancora sul nostro cammino.
Stateci vicino, aiutateci, aderite alle nostre iniziative. Siamo nati nonostante ci abbiano negato la sala-parto. Siamo il frutto dell’inseminazione della cittadinanza attiva e la nostra terra è continuamente gravida di energie positive che potranno diffondersi con forza. Altre nascite sono attese e le creature non tarderanno ad animare il futuro migliore che tutti auspichiamo.
Restiamo svegli, la catastrofe imminente che ci vogliono preparare è ancora evitabile.
Giovanni Del Mastro, Giandomenico Tota, Marilù Miani, Antonio Carbone, Riccardo Pugliese, Vera Porro, Gianni Civita, Ambrogio Lamesta, Nicola Tortora, Riccardo Larosa, Antonio Pizzolorusso e Dino Leonetti






























