Intervento di Pino Abbattuto di Andria
sono tornato, sempre io, Pino Abbattuto, quel grande albero che qualcuno ha voluto ed ha sradicato nel 2009, con il mio amico Pino Curvo, dall’aiuola di Via A. Moro, nel Quartiere Europa di Andria.
Ogni tanto, anche se riesco ad essere “invisibile” nonostante la mia imponente mole, passo da via A. Moro e mi fermo a guardare cosa accade proprio in quello spazio di verde pubblico.
Immediatamente dopo il mio “abbattimento” ricordo, come si nota nelle foto che ho accuratamente conservato, che al posto mio e del mio amico Pino Curvo, vennero impiantati due alberelli e tante piantine fiorite.
Dal Comune dissero che quegli ornamenti floreali avrebbero degnamente sostituito noi ma sin da allora non ci abbiamo mai creduto.
A seguire, a pochi giorni dalle elezioni provinciali, quell’area verde era animata da un via vai di operai, che hanno anche lavorato di sabato, i quali non facevano altro che innaffiare e tenere in buona manutenzione l’area verde ed i nuovi “ospiti”; cosa mai vista in quasi un secolo durante il quale io ed il mio amico siamo rimasti, invece, completamente trascurati ed ignorati, tanto da far sì che proprio il mio amico Pino venisse soprannominato “Pino Curvo”, per poi essere abbattuto brutalmente, come anche accaduto a me che ero più dritto di un raggio di sole.
Veniamo ad oggi.
Aggirandomi per le vie di questa amata città di Andria che, se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, non cambierà mai perché proprio i suoi cittadini hanno deciso che non vogliono cambiare, ho notato molti manifesti affissi sui quali è scritto: “prevenire è meglio che tagliare”.
Seppur troppo tardi qualcuno si è finalmente accorto che questa è la strada giusta ma perché non lo avete fatto prima?
Avreste potuto anche evitare la nostra brutale “soppressione”.
Scherzi a parte (la voglia di scherzare non morirà mai), voglio mostrare a tutti voi, cittadini andriesi “umani” cosa sta diventando quella che è stata la mia casa per quasi un secolo: terra ruvida e secca; i fiorellini non ci sono più e gli alberelli sono e rimarranno sempre tali. Non c’è più quell’ombra da noi prodotta, che tanto era amata dagli anziani che vi sostavano per un benefico refrigerio sotto la calura estiva.
Allego anche la foto di una bellissima bimba andriese, a me molto affezionata, la quale, con un gesto semplice ma evidentemente sentito ed emozionante, abbraccia un mio fratello.
Tutti i cittadini, i politici e la popolazione andriese dovrebbero prenderne esempio ma so che tutti voi non siete ancora maturi per farlo.
Quello che posso augurarvi è che possiate imparare ad “amare”, anche gli alberi.
Andria, 12 maggio 2010
Con lo stesso disgusto di allora.
Il mio nome è e rimarrà: Pino Abbattuto































