Emergenza carenza personale medico del pronto soccorso del “Bonomo”: il punto di vista di chi ci lavora
Mentre continua il dialogo dai toni aspri tra la Direzione Generale (DG) e Andria città sana, al Bonomo si continua a lavorare nel dolore e nella sofferenza, dell’utenza e degli operatori.
Il Coordinamento operatori sanitari ospedalieri “Bonomo” ringrazia il “Coordinamento comitati per Andria città sana” per l’interesse manifestato verso l’annosa e grave questione, oramai cronicizzatasi, della carenza di personale medico al Pronto Soccorso (PS), nell’attesa che i vertici aziendali (Direttore Generale, Direttore Sanitario, Capo Area Personale, Capo Dipartimento emergenza-urgenza) riescano a trovare una soluzione al problema.
Nonostante gli sforzi della DG e Sanitaria e la diffusione data a mezzo stampa, web e televisiva della disponibilità a conferire incarichi annuali per dirigenti medici specialisti in discipline equipollenti e affini al Pronto Soccorso (PS), solo due medici hanno presentato domanda per ottenere l’incarico, la cui durata è però stata ridotta inspiegabilmente a soli 4 mesi invece che dodici, come pubblicizzato sui media.
I due medici in questione però non prenderanno mai servizio, perché qualcosa nel frattempo ha fatto loro cambiare idea; non sappiamo cosa. Avranno preferito altri ospedali, dove si lavora in maniera meno convulsa e più tranquilla? Oppure, come i coordinatori di Andria città sana con bonaria ironia scrivono, avranno preferito l’Afghanistan e gli ospedali di Emergency?
Una cosa è comunque certa: la tendenza è quella di emigrare dal PS di Andria, di evitarlo, come se quegli ambienti fossero insalubri o infestati dai fantasmi, nonostante l’elevato profilo professionale dei colleghi operanti, affiancati da personale infermieristico altamente qualificato. Ma questo lasciamolo dire agli utenti. E’ comunque notizia di non molti giorni fa, apparsa sulla Gazzetta del Mezzogiorno, quella di un 55enne recuperato alla vita in extremis. E notizie come queste potrebbero comparire ogni giorno, visto che gli ammalati più complessi e più gravi continuano ad arrivare tutti nel nostro ospedale, nonostante le condizioni di lavoro non siano ottimali.
Proprio per sopperire alla carenza organica, la Direzione Sanitaria (DS) è ancora costretta a coprire i turni scoperti (circa 15 al mese) con turni aggiuntivi, ovverossia con medici del PS e di altre Unità Operative che prestano la loro opera in regime di lavoro straordinario, e con ordini di servizio, ossia con il lavoro di medici specialisti che non lavorano solitamente al PS, ma che vengono comandati a farlo.
Noi preferiremmo che a lavorare in PS ci fossero solo i medici specialisti dedicati, appartenenti all’equipe, quelli che lavorano in una sintonia consolidata dal tempo e dalla perfetta conoscenza reciproca come si addice ad una squadra affiatata. Ma capiamo bene che i colleghi non possono sottoporsi a veri e propri tour de force, come purtroppo spesso succede. E comprendiamo perché la DS si trovi talvolta nella antipatica condizione di dover “comandare” un medico qualsiasi a lavorare in PS. Tutti sono medici, è vero, ma sarebbe meglio che un cardiologo lavori in cardiologia, un internista in Medicina Interna e un medico di PS al PS. E poi questa situazione oramai si trascina da 4 mesi circa e non se ne intravede la fine. Cominciamo ad essere stanchi, ed anche gli utenti lo sono perchè percepiscono il disagio degli operatori e le incomprensioni che talora rallentano i tempi e le procedure.
“Lavorare stanca” è il titolo di un bel libro di poesie di Cesare Pavese e la stanchezza fisica e mentale porta all’errore. Non vogliamo che il nostro ospedale diventi il laboratorio dove eminenti studiosi di una nuova materia, l’errore in Medicina, vengano a fare i loro esperimenti e a studiare la fondatezza delle loro teorie.
La DS del Bonomo durante la riunione nella quale ha convocato i componenti del Coordinamento comitati per Andria città sana, a cui abbiamo partecipato, ci ha comunque rassicurati: la situazione migliorerà a settembre e il concorso per l’assegnazione del primariato del Pronto Soccorso è vicinissimo; la commissione esaminatrice è già stata nominata.
Ora non faremo qui l’elenco delle imprecisioni contenute nella replica della DG apparse su alcuni giornali online. Sappiamo che la questione in oggetto è di difficile soluzione e richiederebbe l’impegno esaustivo di tutte le figure professionali appartenenti ai vertici dell’Azienda. E’ lo spirito di quella replica che ci mortifica, quasi come se si volessero ridimensionare i problemi piuttosto che affrontarli e risolverli, negandone l’inconfutabile evidenza. Non fa certo onore ad un professionista della Salute come il Direttore Generale non essere a conoscenza del disagio che interessa i dirigenti medici e di conseguenza i cittadini-utenti, prova ne è che diversi medici del PS negli ultimi 5 anni si sono trasferiti in altre Unità Operative o in servizi di PS di paesi limitrofi.
Siamo ancora fiduciosi; siamo certi che tutto ciò che è stato smantellato in ospedale per essere ristrutturato verrà presto restituito non solo con un aspetto estetico migliore, ma con un funzionamento adeguato all’avanzamento tecnologico.
Tutti si augurano, i cittadini per primi, che il nostro ospedale abbia al più presto un PS che funzioni al meglio, con personale al completo, che l’Angiografia e l’Emodinamica siano operative H-24 e che le nuove sale operatorie siano aperte quanto prima, in modo da liberare spazi che finalmente potrebbero essere utilizzati da Unità Operative compresse all’inverosimile o trasformate in servizi con posti letto talora virtuali.
Il nostro Coordinamento è aperto da sempre al dialogo costruttivo, come la DS sa e ne è testimone. Siamo sempre pronti ad offrire la nostra collaborazione per la soluzione dei difficili problemi che affliggono il nostro ospedale, nel rispetto del lavoro e dell’impegno di chi è preposto istituzionalmente a garantire che la Sanità sia un servizio sempre efficiente, garantendo la salute degli operatori e dell’utenza. Lungi dal suscitare allarmismi ingiustificati, l’unica cosa che non faremo mai sarà nascondere sotto lo zerbino i problemi e le criticità; amiamo la verità, anche quando è scomoda e può far male.
Coordinamento operatori sanitari ospedalieri “Bonomo”
Dr. Antonio Caldarone
Dirigente Medico
ASL BAT
Unità Operativa di Medicina Interna
Ospedale “Bonomo” Andria













