Mercato settimanale di Andria: bandiera bianca dai balconi e dalle finestre nelle strade
Cari concittadini di Via Buozzi e di Via Grandi esponete sui vostri balconi e sulle finestre qualcosa di colore bianco.
Si usa fare così fin dall’anno 220 A.C. per indicare “resa” ossia per dire “basta, facciamo la pace, finiamola con le liti”.
Issate la vostra bandiera bianca il giorno del mercato settimanale come segno di pace nei confronti dei mercatali, che hanno la necessità di lavorare per portare il pane a casa, e anche degli amministratori che hanno unilateralmente deciso che così deve essere fatto. Essere fatto cosa? Occupazione preclusa ai residenti di spazi condominiali, ingombro forzato delle persiane e delle finestre di abitazioni private, chiusura quasi completa di ogni spazio stradale utile per il passaggio dei mezzi di pronto intervento, fine della tranquillità e del silenzio, rischio di intrappolamento in corso di incendio della propria abitazione oppure in caso di incendio dei mezzi dei commercianti parcheggiati a ridosso delle case, esaurimento della privacy, e non solo di questa, data l’invasione di ogni centimetro cubo di volume nei pressi dei balconi e delle finestre ai piani bassi.
Ci sono tanti modi per essere amministratori fedeli al proprio mandato.
L’attuale amministrazione ne ha usato uno che ha peggiorato la vivibilità del quartiere di Via Buozzi e di Via Grandi che per troppi anni aveva ospitato il mercato settimanale. Purtroppo gli spazi dedicati al mercato settimanale si sono ridotti ancor più, sia per i mercatali che per voi residenti, tanto da scontentare sia loro che voi.
Il messaggio è chiaro: vince chi è più forte e chi è più forte discrimina calpestando anche i diritti elementari per una civile convivenza. A questo punto la disperazione più grande che possa impadronirsi dei cittadini andriesi è il dubbio che vivere rettamente sia inutile, che usare la ragione non sia conveniente, che rispettare le regole non premi, che far sentire la propria voce non serva a nulla. Ne siamo dispiaciuti e siamo con voi solidali. Ma insistete con il dialogo, mantenete la calma. Il giorno del ri-trasferimento del mercato abbiamo raccolto le vostre testimonianze e i vostri intenti , alcuni dei quali poco sereni che incitavano, ad esempio, alla resistenza con posti di blocco e con l’uso della forza. Noi, invece, vi invitiamo alla concordia e alla pace. Esponendo uno straccio-lenzuolo-asciugamani-tovaglia-telo di colore bianco sui vostri balconi e sulle finestre indicherete a tutta la città il vostro disagio vissuto nella non-violenza, il disagio pacifico di chi cerca comunque una soluzione che non arrechi danno a nessuno.
La non-violenza contro la discriminazione. Ecco la risposta che noi tutti auspichiamo e che vi proponiamo.
“La non-violenza è la legge della nostra specie, come la violenza lo è dei bruti. La non-violenza nella sua condizione dinamica significa sofferenza consapevole. Non è vile sottomissione alla volontà del peccatore, ma al contrario vuol dire opporre resistenza con tutto il proprio spirito al volere del tiranno” (Gandhi).
Giovanni Del Mastro, Antonio Carbone, Domenico Damiano Piscardi, Antonio Caldarone e Dino Leonetti






























