Temenos di Bisceglie, la Fp Cgil Bat chiede reintegro lavoratori “ingiustamente” allontanati
“Non solo sulla carta, ma immediato e reale reintegro dei lavoratori allontananti dalla Temenos, cooperativa che gestisce un centro di assistenza psichiatrica a Bisceglie”. Lo chiede Luigi Marzano, segretario Fp Cgil Bat. “La Temenos di Bisceglie come la Fiat di Melfi”, tuona Luigi Antonucci, numero del sindacato. Reintegro dei lavoratori “ingiustamente” allontanati dalla Temenos, cooperativa sociale che gestisce un centro di assistenza psichiatrica a Bisceglie. A chiederlo è la Funzione Pubblica Cgil della provincia di Barletta – Andria – Trani. Si tratta, dicono dal sindacato, di quattro operatori sanitari che, da un giorno all’altro, sono diventati disoccupati.
Uno di loro, il primo al quale è toccata la triste sorte, ha vinto anche un ricorso contro l’espulsione dalla compagine sociale decisa, inspiegabilmente, dal Consiglio di Amministrazione. Il giudice del lavoro del Tribunale di Trani ha dichiarato “illegittimo” il suo allontanamento dall’ente e stabilito “l’immediato reintegro” del lavoratore. Ed è così che, dopo la pronuncia della Magistratura, la Temenos è tornata sui suoi passi, ma solo formalmente. L’ex socio è rientrato nella cooperativa, ma non ha più messo mano al suo lavoro. Insomma, un rispetto dell’ordinanza cautelare esecutiva solo di facciata e non sostanziale.
Non contenti, dalla Temenos hanno poi allontanato altre due persone e messa una terza nella condizioni di dimettersi.
“Noi, della Funzione Pubblica Cgil Bat, innanzitutto, esigiamo – dice il segretario provinciale, Luigi Marzano – che i soci/lavoratori allontanati dalla cooperativa di Bisceglie siano al più presto reintegrati così come previsto dall’ordinanza cautelare esecutiva emanata dal Tribunale di Trani per il primo dei quattro e poi, che si rispetti, totalmente, il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro fino ad ora in parte trascurato. Inoltre, chiediamo che la Asl Bat faccia delle verifiche sui fatti che sono accaduti nelle ultime settimane all’interno della Temenos con particolare riferimento alla gestione delle risorse economiche al fine di valutare come i soldi pubblici vengano spesi dalla cooperativa. Queste assenze in organico – conclude Marzano – non possono che rendere meno efficiente il compito svolto dallo stesso ente a tutto svantaggio, come sempre, anche dei pazienti”.
“Quattro lavoratori ingiustamente allontanati dal proprio impiego si traducono nei fatti – commenta Luigi Antonucci, segretario generale della Cgil Bat – in altre quattro famiglie ridotte letteralmente sul lastrico. E poi, questa vicenda è amaramente sovrapponibile a quella dei tre operai della Fiat di Melfi, prima licenziati e poi falsamente reintegrati. Le decisioni dei giudici, lo ricordiamo ai più distratti, vanno rispettate. Speriamo che la Temenos, a differenza della fabbrica del marchio torinese, decida realmente – conclude Antonucci – di tornare sui suoi passi e di restituire ai soci ciò gli spetta, cioè il proprio lavoro”.
Ufficio Stampa CGIL BAT






























