27 Ottobre XXIV Anniversario Spirito di Assisi – Piazza Santa Maria Vetere in preghiera

lunedì, 25 ottobre 2010
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Il 27 di ottobre di quest’anno celebriamo il 24° anniversario di quella famosa, storica e profetica, giornata di digiuno e preghiera per la pace ad Assisi alla quale, per invito del Papa Giovanni Paolo II, hanno partecipato i rappresentanti delle diverse Chiese, delle comunità cristiane e di tante religioni del mondo: una settantina in totale. Accolsero l’invito 70 rappresentanti delle principali Religioni e al mondo intero fu offerta una speranza di poter edificare un mondo diverso, nuovo, finalmente fraterno e pienamente umano. L’avvenimento ebbe in sé significati importanti: la pace è un bene che non può non essere condiviso da ogni uomo che rientri in se stesso; la pace, tenuto conto delle attuali condizioni dei rapporti tra gli uomini, non è raggiungibile senza l’intervento di Dio. Per questo l’incontro fu solo un incontro di preghiera, preghiera di ognuno nel mondo spirituale della propria religione: perché ognuno potesse in libertà raggiungere la propria interiorità e lì considerare la condizione della vita degli uomini e potesse allo stesso tempo innalzare a Dio, consapevoli della dimostrata incapacità da parte dell’umanità, una supplica per la Pace. Sembrò che il clima di fraternità universale che si respira nella città di Francesco fosse riuscito a permeare persone così diverse: fu chiamato “Spirito di Assisi” e successivamente nel Messaggio per la giornata mondiale per la pace (1987) anche “Logica di Assisi”. Tutti ricordiamo le foto di Giovanni Paolo II e di questi leader delle religioni davanti alla Porziuncola e davanti alla Basilica minore di San Francesco ad Assisi. Immagini che fanno sorgere in noi e in tutte le persone di buona volontà i nostri migliori sentimenti, speranze e sogni. I sogni di un’umanità riconciliata, dove le persone di diverse religioni e culture non lottano tra di loro, ma si rispettano, s’incontrano, convivono, dialogano, collaborano per costruire insieme un mondo in pace, una pace basata sulla giustizia. Lungo questi anni molto è stato detto e scritto, riflettuto e progettato. Lo stesso Giovanni Paolo II è tornato a parlare su questa giornata in innumerevoli occasioni. Con lo stesso intento l’incontro fu ripetuto il 10 e 11 gennaio 1993 mentre era in corso la guerra nei Balcani tra le nazioni sorte dalla ex Iugoslavia. Il Papa Giovanni Paolo II, di fronte ai fatti di una feroce violenza e di fronte ad un’ulteriore prova della incapacità dell’uomo a trovare le vie della pace, affermò che “soltanto nella mutua accettazione dell’altro e nel conseguente mutuo rispetto, reso più profondo dall’amore, risiede il segreto di una umanità finalmente riconciliata” Il Papa è tornato a convocare di nuovo ai rappresentanti delle Chiese cristiane e delle grandi religioni il 24 gennaio 2002, dopo i tragici eventi dell’11 settembre 2001 e nei vespri delle guerre di Afganistan e Iraq. E’ stato lui a chiamare a questo clima di dialogo e incontro, a questo spirito di rispetto degli altri mondi religiosi e di fraternità, lo “Spirito di Assisi”. Questa memoria dello “spirito di Assisi” è stata portata avanti, oltre che dallo stesso Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, dalla Comunità di Sant’Egidio, con una proiezione molto mediatica, e dalla Famiglia Francescana che in tante parti del mondo ha continuato a celebrare la memoria di quella giornata, affinché continui ad essere un ricordo costante della nostra ragione di essere: fratelli e sorelle di tutti gli uomini e donne del mondo e di tutte le creature, che costruiscono dialogo, fraternità e pace. Riflettere su cosa significa fare memoria dello “spirito di Assisi”, implica considerare i diversi aspetti che caratterizzarono quella giornata, e questi aspetti sono: Incontro delle diverse religioni: Una novità nella storia è stata quella di vedere insieme tutti i leader religiosi in un clima d’incontro, di dialogo, di preghiera e di ricerca per la pace. Perché purtroppo bisogna riconoscere che tutte le religioni in alcune circostanze o in alcuni periodi della loro storia, hanno giustificato, favorito, esercitato la guerra, la persecuzione, la coercizione. Anche i conflitti attuali sono sostenuti e giustificati in nome della religione. Anzi proprio negli ultimi anni si notano segni di un fondamentalismo religioso. Di fatto le religioni sono vissute da uomini che facilmente le utilizzano per degli scopi a cui sono interessati, quali il potere e il dominio. In molti casi poi la religione si identifica con la cultura, la società, il gruppo etnico o la nazione per cui la difesa di queste realtà è attuata in nome di quella. Inoltre bisogna riconoscere che non mancano appigli, affermazioni o visioni giustificanti o stimolanti la guerra nelle stesse scritture sacre delle diverse religioni, comprese la Bibbia e il Corano. Ma nonostante le ombre evocate, le religioni contengono messaggi e virtualità di pace. In esse ci sono delle costanti su cui si può costruire una civiltà di pace e, quindi, fare un’alleanza reciproca a servizio dell’uomo. Infatti l’invito del Papa a incontrarsi in Assisi per una giornata di digiuno e preghiera per la pace, è un invito a riconoscere le violenze che ogni religione ha prodotto lungo la storia – e perciò l’invito a digiunare -, perché in ogni religione ci sia una purificazione e, superando qualsiasi tipo di violenza e intolleranza, e attingendo alle fonti più genuine delle proprie dottrine, sviluppino tutte le loro virtualità di pace. Nelle parole di Benedetto XVI: “l’invito di Giovanni Paolo II ai leaders delle religioni mondiali per una corale testimonianza di pace servì a chiarire senza possibilità di equivoco che la religione non può che essere foriera di pace. Per pregare e digiunare per la pace: L’incontro promosso ad Assisi da Giovanni Paolo II non è stato per una conferenza inter-religiosa sulla pace in cui prevarrebbero la discussione o la ricerca di piani di azione a livello mondiale in favore di una causa comune, ma ha messo al centro il valore della preghiera – e di quello che la accompagna: Silenzio, Digiuno, Pellegrinaggio – nella costruzione della pace. La preghiera è via per l’incontro con gli altri credenti perché la preghiera è un fenomeno universale e qualificato nella vita dei credenti di tutte le religioni mediante la quale si aprono al dialogo con Dio, lo cercano e accolgono nel proprio cuore il raggio della verità che si sprigiona nell’apertura al mistero, per tradurlo in vita. La preghiera diviene via privilegiata per incontrarsi con gli altri credenti perché essa stabilisce l’uomo religioso nella verità davanti a Dio. Ad Assisi. Città di S. Francesco, uomo del dialogo, della pace e della fraternità universale. Nel discorso di apertura dell’incontro nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, Giovanni Paolo II disse: “Ho scelto questa città di Assisi come luogo per la nostra Giornata di Preghiera a causa del particolare significato dell’uomo santo qui venerato – San Francesco – conosciuto e riverito da tanti attraverso il mondo come simbolo della pace, riconciliazione e fraternità”. “Il poverello, scrive Benedetto XVI a Mons. Sorrentino, incarnò in modo esemplare la beatitudine proclamata da Gesù nel Vangelo: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5, 9). La testimonianza che egli rese nel suo tempo ne fa un naturale punto di riferimento per quanti anche oggi coltivano l’ideale della pace, del rispetto della natura, del dialogo tra le persone, tra le religioni e le culture”. Invitiamo la comunità cittadina e tutti gli uomini di buona volontà a vivere la giornata del 27 Ottobre 2010 come una giornata di digiuno, vissuta secondo le proprie ispirazioni, e compiere una passeggiata dal proprio ambiente di vita al luogo dell’incontro: PIAZZA SANTA MARIA VETERE per pregare insieme.

I frati e la Comunità di Santa Maria Vetere Andria

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