Cementeria Barletta, Pastore: “Cosa finisce lì dentro e da dove arriva?”
Prima di entrare nel merito della questione che sta allarmando cittadinanza e opinione pubblica, l’incremento del quantitativo di rifiuti da bruciare alla cementerai Buzzi Unicem di Barletta, fino a 80.0000 tonnellate l’anno, mi pongo due questioni: dove si approvvigiona di quello che brucia (cdr, copertoni, plastica e altro) la cementeria? Perché ha bisogno di incrementare tale attività, perché deve produrre più cemento o perché deve differenziare la sua attività? E se così fosse potrebbe farlo? La chiarezza è quello che più manca in tutta questa vicenda, compresa la presa di posizizione, apparentemente contraria all’incremento, del Pdl locale e provinciale. E’ infatti una contrarietà assoluta, senza se e senza ma, oppure, come sembra, è legata alla localizzazione dell’insediamento di cui stiamo parlando? Una cosa è certa, e il buon senso dovrebbe suggerirla a tutti: un insediamento come quello della Buzzi Unicem, con la sua attività e nel posto in cui sta, necessiterebbe di essere monitorato costantemente, per scongiurare che arrechi danno alla salute pubblica. Arrivare a bruciare 80 mila tonnellate l’anno non è sostenibile, in alcun senso.
Ufficio Stampa Franco Pastore






























