Cementeria Andria-Trani, ordine del giorno approvato all’unanimità, Giorgino: “parte percorso per la tutela della salute dei cittadini”
Il Consiglio Comunale di Trani ha approvato una variazione del PUG, trasformando, in agro di Trani e nei pressi della strada provinciale 130 (Trani – Andria) un’area da zona agricola a zona industriale per permettere la realizzazione di un impianto per la produzione di cemento;
l’insediamento di detto impianto industriale, ricadrebbe a ridosso dei confini territoriali ed in prossimità della Città di Andria;
l’insediamento della cementeria di cui innanzi preoccupa sotto l’aspetto dell’inquinamento da particolato (polveri) in particolare le nano polveri (PM 2,5), che rappresenterebbe l’inquinamento più pericoloso, come sancito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità;
le normative vigenti consentono alle cementerie di bruciare rifiuti;
dai camini di un cementificio vengono emesse polveri che si disperdono nell’aria per molti km lontano dalla fonte emittente, in particolare le polveri ultrafini, quali quelle di dimensione inferiori a 0,2 micron, che non vengono trattenute da nessun filtro in commercio e che non vengono monitorate, oltre a metalli pesanti (mercurio, manganese, bario, piombo) e gas tossici (diossine e furani)
nel circondario dell’insediando impianto, insistono ulteriori insediamenti industriali ad alto rischio ambientale, nonché la cementeria di Barletta, la discarica dei rifiuti, l’impianto di incenerimento di ossi animali, cave di calcare nonché altri insediamenti industriali tra i quali numerosi impianti di segherie marmi con la realizzazione di polveri e con l’elevato traffico veicolare, tutti concorrenti a rendere tali luoghi insalubri oltre che pericolosi per la salute pubblica;
l’EPA – Environmental Protection Agency – USA ha stimato una emissione di diossina pari a 0,29 nanogrammi equivalenti per Kg di clinker prodotto nei cementifici che non utilizzano rifiuti come combustibili e di 24,34 nanogrammi/Kg invece nei cementifici che usano rifiuti come combustibili fossili usuali;
dal 2003 al 2006 dalla cementeria di Barletta l’emissione di monossido di carbonio è in progressivo aumento come risulta dalle valutazioni del’ARPA;
- il benzene, gli idrocarburi policiclici aromatici e le diossine sono tutte sostanze cancerogene e in particolar modo le polveri che provocano maggiori danni alla salute quali le PM 10, le PM 2,5, le ultrafini 0,1 e gli ossidi di azoto;
l’Unione europea stabilisce che i prodotti agro alimentari e i loro derivati nel raggio di 15 km da un inceneritore non possono avere il riconoscimento del marchio doc o dop;
le emissioni più importanti sono quelle delle polveri e i documenti della cementerai si riferiscono alle PTS (particelle totali sospese) anche oltre i 10 micron, la cui misurazione non è più contemplata dalle leggi europee;
tali sostanze altamente pericolose per la salute comportano patologie riferibili a disturbi cardiorespiratori e patologie cancerogene;
CONSIDERATO CHE
l’ art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie classifica questo tipo di impianto come “industria insalubre di 1^ classe”;
In Italia il decreto ministeriale n. 60 del 2002 impone il monitoraggio delle PM 10 e delle PM 2,5, ma fissa i limiti solo delle PM 10;
nell’insediando cementificio non è dato conoscere l’effettivo valore di emissione del particolato e che, alle stesse, come detto in premessa, si deve valutare l’impatto cumulativo con l’emissioni degli insediamenti preesistenti e dell’elevato traffico veicolare;
per le valutazioni di cui innanzi appare di tutta evidenza che l’insediamento che si intende realizzare sarà fonte di nocumento alla salute pubblica dell’intera Comunità della città di Andria e del territorio BAT considerata altresì l’azione dei venti prevalenti che interessano il territorio.
Tutto quanto sopra premesso e considerato
IL CONSIGLIO COMUNALE DI ANDRIA
Esprime forte dissenso sull’ipotesi di insediamenti, anche da parte di Comuni contermini, che potrebbero determinare un nuovo carico di agenti inquinanti su questo territorio;
IMPEGNA IL SINDACO
ad avviare una opportuna interlocuzione con il legale rappresentante della Città di Trani al fine evitare danni alla salute pubblica della nostra comunità;
ad invitare il Sindaco di Trani ad inoltrare richieste di parere all’ARPA per la verifica delle conseguenze che l’impianto che si intende realizzare può avere sulla salute, l’ambiente e l’agricoltura;
a chiedere all’ARPA di effettuare sin da ora il controllo stringente e puntuale di tutti gli agenti inquinanti che concorrono a determinare condizioni di pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente, quali le emissioni in aria di: sansificio su via Barletta, l’impianto di trasformazione di rifiuti animali fra Trani e Andria, Cementeria di Barletta, discariche; considerando l’aggiunta di questo nuovo insediamento;
a invitare il Presidente della Provincia BAT, attraverso l’invio di questo O.d.G., ad eseguire accurati controlli preventivi sulla iniziativa industriale di cui al presente documento;
ad inviare il progetto completo all’ARPA per le iniziative preventive di competenza;
IMPEGNA ALTRESI’
il Sindaco di Andria a predisporre, qualora la situazione lo richiedesse, tutte le iniziative, anche giudiziarie a tutela della salute delle persone, dell’ambiente e dell’agricoltura di un intero territorio;
di inviare il presente Ordine del Giorno alla Presidenza della Giunta della Regione Puglia, all’Assessorato all’Ambiente della Regione Puglia ed alla ASL BAT per gli interventi di competenza.
Il commento del Sindaco sull’ordine del giorno approvato ieri in Consiglio Comunale:
“L’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale – commenta il Sindaco, avv. Nicola Giorgino- evidenzia l’avvio di un percorso virtuoso, di cui la città di Andria si fa promotrice nel territorio, affinchè si apra una seria riflessione sulle tematiche ambientali, procedendo ad una mappatura puntuale degli agenti inquinanti che determinano condizioni di pericolo per la salute dei cittadini”.
“Questo, – afferma il Sindaco – bandendo posizioni demagogiche, pretestuose e preconcette, ad esempio collegate a delle valutazioni su un progetto che nei fatti ancora non c’è, come è il caso della cementeria tra Trani e Andria. Dobbiamo puntare invece ad un dialogo concreto con tutte le istituzioni del territorio chiedendo, come emerge dall’ordine del giorno, un controllo stringente all’ARPA riguardante le sostanze inquinanti emesse nell’aria dagli impianti oggi presenti sul territorio e l’impatto che questi stabilimenti attualmente esercitano sulla salute delle nostre comunità”.
“Quindi, da parte nostra, – conclude Giorgino – nessuna ingerenza in scelte che appartengono ad altre realtà a noi vicine ma l’avvio di una seria riflessione che parta dalla reale volontà di aprire un tavolo di concertazione, che veda, come primo punto in esame, la difesa della salute dei cittadini e l’analisi di quella che è la situazione attuale. Andria si è mostrata una città illuminata, che ha abbandonato i toni da campagna elettorale e le continue schermaglie politiche, per scegliere la strada della ragione a discapito di posizioni strumentali”.
Comune di Andria – Area Comunicazione






























