Lotta alla criminalità urbana da parte dei Carabinieri – arrestati cinque rapinatori baresi
Su ordini di custodia cautelare, emessi dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura del capoluogo, i Carabinieri dei Comandi e Stazioni interessate, hanno arrestato questa mattina ANTONIETTA INGRAVALLO, 30 anni, sottoposta a una misura di “sorvegliato speciale”, residente nel quartiere Picone di Bari, responsabile di una rapina avvenuta nel quartiere di Carbonara; ANTONIO MANZARI, 23 anni, pregiudicato, MICHELE LOIUDICE, 19 anni, e ALESSIO MONACELLI, 19 anni, questi ultimi due incensurati, tutti e tre residenti nel Borgo Antico, responsabili di una rapina compiuta nel proprio quartiere. Inoltre, la Procura di Bari ha chiesto la convalida del fermo per DONATO CHIRICALLO, 20 anni incensurato di Japigia, responsabile di una rapina a Casamassima.
Tre distinte rapine consumate tutte negli ultimi 50 giorni ad opera di giovani di Bari, alcuni dei quali incensurati. In tutte e tre le circostanze almeno uno del gruppo era armato di pistola. Questa mattina cinque degli autori sono stati arrestati e rinchiusi nel carcere di Bari: è questo il risultato ottenuto dai Carabinieri di Bari che, proprio in seguito alla recrudescenza del fenomeno, avevano intensificato il controllo sul territorio non solo per individuare i responsabili degli episodi criminali, ma anche per un’azione di prevenzione che desse una maggiore sicurezza ai cittadini.
La sera del 27 dicembre dello scorso anno, nel quartiere periferico di Carbonara, ANTONIETTA INGRAVALLO, già nota alle forze dell’ordine – con la complicità di due uomini, uno dei quali armato di pistola, non ancora identificati – aggrediva un 36enne del posto mentre stava rincasando. Ne scaturiva una vera e propria rissa durante la quale i rapinatori riuscivano a impossessarsi del portafoglio contenente circa 500 euro. I tre si dileguavano, poi, a bordo di un’auto. Ma durante la colluttazione la vittima riusciva a strappare il giubbino della donna e a farle cadere il telefonino. Ed è stato proprio l’apparecchio telefonico a permettere ai Carabinieri di risalire alla Ingravallo che risultava la fruitrice di quella linea telefonica. La certezza che si trattasse proprio della sorvegliata speciale del quartiere Picone, infine, è stata data dalla descrizione fornita dal rapinato e alcuni testimoni che avevano assistito all’aggressione.
La sera del 20 gennaio scorso, nel cuore del Borgo Antico, nelle vicinanze del Museo Diocesano della Cattedrale, i tre ventenni arrestati (ANTONIO MANZARI, MICHELE LOIUDICE e ALESSIO MONACELLI), con il viso parzialmente coperto, accerchiavano un commerciante barese di 63 anni, lo afferravano violentemente per un braccio e puntandogli una pistola gli intimavano di consegnare loro il Rolex che aveva al polso. Ottenuto quello che volevano i tre si dileguavano nei vicoli del centro storico. Le riprese effettuate da alcune telecamere di sorveglianza installate nella zona, che hanno immortalato i tre giovani anche a viso scoperto, hanno fornito un importante supporto all’attività investigativa dei Carabinieri, coordinati dalla Procura, garantendo un’identificazione certa dei tre.
La sera del 14 febbraio scorso, tre giovani fra i quali DONATO CHIRICALLO, 20 anni, residente nel quartiere Japigia, incensurato e operaio in un’azienda di Bari, insieme ad altri due complici – non ancora identificati, con il viso parzialmente coperto e uno armato di pistola – facevano irruzione in un negozio di compravendita di oro usato a Casamassima. I tre riuscivano a dileguarsi con un bottino, in preziosi, di circa 20mila euro. Anche in questo caso un prezioso aiuto alle indagini è venuto dalle riprese delle telecamere installate nel punto vendita. Dalla visione dell’intera giornata i Carabinieri hanno scoperto che la mattina della rapina un giovane che indossava gli stessi abiti di uno dei tre rapinatori e che aveva gli stessi tratti somatici si era presentato al negozio per acquistare un anello importante per la sua fidanzata, in occasione di San Valentino. In realtà, si sarebbe tratto, secondo gli inquirenti, di un vero e proprio sopralluogo qualche ora prima della rapina. Nel giro di pochi giorni i carabinieri sono riusciti a individuare l’insospettato rapinatore: incensurato e operaio. Nella sua abitazione, nel corso di una perquisizione, i carabinieri hanno rinvenuto oltre gli indumenti indossati la sera della rapina, ma anche mille euro, in banconote da 50 euro, ritenute sicuro provento della vendita di alcuni gioielli rubati a Casamassima.
Le indagini dei Carabinieri, coordinati dalla Procura, continuano per identificare i complici degli arrestati non ancora identificati.
“““““ L’identificazione e l’arresto di cinque rapinatori baresi è la migliore testimonianza di come questa Procura, nonostante la carenza di organico, persegue con la stessa tenacia e determinazione qualsiasi tipo di reato, a maggior ragione quelli che, pur essendo ascrivibili alla categoria di delitti compiuti dalla “criminalità urbana”, offendono il patrimonio personale e che costituiscono una grave minaccia alla sicurezza dei cittadini”””””. Così il Procuratore della Repubblica di Bari, ANTONIO LAUDATI, ha commentato i cinque arresti di questa mattina.
Comando Provinciale Carabinieri Bari – Sala Stampa






























