Olio adulterato spacciato per extravergine. Per legge.
Andria vive di olio extravergine di oliva e lotta contro le frodi. Tutto inutile? Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il Regolamento CE 61/2011 che autorizza la vendita di olio extra vergine di oliva con un quantitativo massimo di alchil-esteri pari a 150 milligrammi per chilo. Tale regolamento entrerà in vigore il 1 aprile 2011. Se le olive, prima della spremitura, sono state conservate in condizioni igieniche corrette, per esempio non hanno stazionato molto a lungo sotto il sole e se le olive sono sane gli alchil esteri sono presenti in quantità non superiore a 2 milligrammi per chilo. Un buon olio al massimo ne contiene da 10 a 30 milligrammi per chilo. L’Unione Europea permette di triplicare questi valori. (vedi anche www.andriacittasana.it)
E’ pericoloso? Sì, perché l’olio di scarsa qualità con alti tassi di achil-esteri verrà “rettificato” od “odorato” e in tal modo non saranno più rintracciabili le frodi e le sofisticazioni dell’olio di oliva extravergine, prima possibili proprio grazie alla identificazione di alchil esteri in quantità sospetta. Se l’olio adulterato non sarà riconoscibile avremo in commercio a basso costo un prodotto spacciato per olio di oliva extravergine che oltre ad aver subito la perdita delle qualità di pregio per il gusto subirà tra l’altro anche la perdita dei composti fenolici. I composti fenolici sono le sostanze antiossidanti che proteggono le arterie dai processi di aterosclerosi, ad esempio. E quindi anche le qualità salutari dell’olio di oliva extravergine verranno perdute. Non solo. L’economia andriese si regge ancora sul comparto olivicolo: oltre 20mila ettari coltivati ad oliveto; 35 frantoi; agricoltori dedicati all’olivicoltura 20 mila. Siamo certi che dopo questo regolamento europeo, che rende commerciabili gli oli di oliva “rettificati”, non ci saranno contraccolpi sull’economia locale?
L’olio di oliva extravergine prodotto ad Andria ha proprietà organolettiche formidabili e un suo buon uso non solo è auspicabile ma è anche salutare ed è noto in tutto il mondo. Che fine farà?
Attenzione, cari consumatori, non vi fate abbagliare dal prezzo e dalla confezione di olio che troverete sugli scaffali dei negozi. Osservate sull’etichetta il dato relativo agli ALCHIL ESTERI, comprate prodotti locali, meglio se proprio di Andria. E assaggiate l’olio. Se è amaro e piccante è quello nostro, di qualità. Se invece è dolciastro o insipido, diffidate. Siamo disposti ad affiancare chiunque voglia non rimanere in silenzio dopo questa azione sciagurata della comunità europea che rischia di mettere in ginocchio migliaia di famiglie andriesi. E’ per questo motivo che abbiamo dato l’allarme informando e partecipando ai lavori di un convegno dedicato ai contadini e agli operatori del comparto agricolo che si sono ritrovati in data 24 febbraio presso TECNAGRI ad Andria a discutere dello smaltimento dei rifiuti. I contadini sono molto sensibili alla qualità dei loro prodotti e lo dimostrano anche nell’attenzione che pongono al rischio di contaminazione ambientale.
Di fronte alla decisione della Comunità Europea sull’olio extravergine di oliva che potrebbe non rendere più riconoscibile quello adulterato dall’originale abbiamo auspicato una reazione da parte oltre che dei contadini, anche dei sindacati di categoria e delle autorità politiche ad ogni livello per difendere l’oro verde di Andria e dell’intera Puglia, un prodotto che tutto il mondo ci invidia e che ora rischia di squalificarsi.
Ai politici che invece permettono tutto questo a livello legislativo europeo: no comment.






























