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    L’Andria che non abbiamo mai visto, quella che a volte il professor Suriano ci ha raccontato con i suoi viaggi “sotterannei”, quella parte della città nascosta dove gli speleologi stanno effettuando le verifiche dopo i cedimenti di questi giorni, sta cedendo. E’ quello che ha confermato il dott. Alberto Piccini, docente di Costruzioni idrauliche al Politecnico di Bari. La situazione sembra critica, e i tempi ancor più lunghi vista la lunghezza del pluviale e lo stato di degrado dello stesso. Certamente sarà necessaria un’opera nuova e moderna da garantire sicurezza e vivibilità per i cittadini andriesi.
    Per ora la soluzione o almeno la cosa più intelligente da fare, sarebbe cercare di limitare l’uso dell’auto soprattutto in quella zona, ma non solo in tutta Andria in generale. Forse questa è l’occasione giusta malgrado tutto, per cominciare davvero ad uscire a piedi o ad utilizzare mezzi alternativi…uno dei quali la bici.
    La comodità della bici, vista la morfologia della città, è proprio quella di “viaggiare” senza particolari affanni visto che ci sono pochissime salite concentrate la maggior parte nella zona del centro storico, ad esempio pendio san lorenzo, via orsini, via annunziata … per il resto del territorio Andria presenta un territorio pianeggiante e che calza a pennello per chi COME TANTI, usa e comincia ad usare la bici. E quindi seguendo in maniera apolitica l’appello del Sindaco, “lasciamo a casa l’automobile e utilizziamo mezzi di mobilità alternativa perché credo che mai come in questo periodo sia NECESSARIO per la città di Andria”.

    Stefano Mariano

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