Incidenti sulla strada in Puglia, troppe vittime – Filippo Caracciolo: “Il Prefetto coordini le linee di intervento”
Sono all’ordine del giorno una serie di incidenti stradali che hanno spezzato molte vite. Nel giro di 7 giorni sono ben 3 i barlettani deceduti sulla strada, e molti altri sono rimasti feriti. Una problematica a cui tutta la politica deve prestare attenzione, non solo con la mera retorica, ma soprattutto con i fatti. I decessi di questi nostri concittadini non devono passare inosservati. Sono troppe le vittime della strada. La politica e le autorità hanno il dovere, attraverso il loro impegno, di evitare che queste stragi si ripetano. In una nazione geo-politicamente sviluppata come l’Italia è impensabile che tanti giovani perdano la vita per incidenti stradali. Il decreto Milleproroghe 2011 dell’attuale governo nazionale sta incrementando le misure di prevenzione, introducendo la prova di guida anche per i ciclomotori e per le mini car, ma non basta. L’impegno deve essere maggiore. La sorveglianza stradale deve essere necessariamente incrementata e bisogna adottare qualsiasi iniziativa al fine di scongiurare le situazioni pericolose sulle vie di comunicazione che ogni giorno percorriamo. Ci sono zone delle nostre città in cui i veicoli sfrecciano a velocità inaudite, mentre le unità adibite al controllo stradale scarseggiano. Andrebbe incrementato il controllo specialmente all’uscita di luoghi di ritrovo dei giovani e giovanissimi. L’Etil test, o etilometro che dir si voglia, andrebbe adoperato con più frequenza. È necessario che le istituzioni controllino i consumi di alcol da parte di giovani e giovanissimi. Sono troppi i giovani che si mettono al volante dopo aver bevuto più del solito, e la tragedia diventa così facilmente all’ordine del giorno. Ma il dovere degli organi politici non è soltanto quello di controllare maggiormente le strade e di implementare la sicurezza delle stesse, ma anche di incrementare il senso civico dei cittadini con campagne di sensibilizzazione. L’idea è quella di organizzare un tavolo di concertazione a cui siedano i parenti delle vittime, le associazioni e le istituzioni con a capo il Prefetto e tutta la struttura della Prefettura che è l’organo adibito al mantenimento dell’ordine pubblico. Il codice della strada esiste ed è abbastanza rigido, ma nel 90% dei casi non viene rispettato. Allacciare le cinture, mettere il casco, rispettare i limiti di velocità imposti dal Codice: sono piccoli accorgimenti che possono salvare la vita di molti. Impegniamoci tutti, a partire proprio dalle istituzioni, al rispetto delle regole della strada affinché questi episodi spiacevoli si verifichino in maniera sempre minore. Perciò ben vengano tutti quegli strumenti tecnologici che fungano da deterrenti per evitare le violazioni del Codice della strade e per rendere perfettibile la percorribilità degli itinerari; ma al contempo sensibilizziamo ulteriormente la popolazione di giovani e giovanissimi attraverso i loro canali. Occorre promuovere una sensibilizzazione su larga scala, che coinvolga i nostri ragazzi nelle parrocchie, nei luoghi di aggregazione, nelle scuole, sui social network. Il fine ultimo è il rispetto non solo del Codice della strada, ma anche di tute quelle norme non scritte che compongono il senso civico.
Il Consigliere Regionale PD
Filippo Caracciolo






























