“Andria Antica” – 11^ Puntata: Sulle orme dell’antico Ospedale di San Riccardo (sec. XII – XIII)

Ci siamo! Domenica 10 aprile 2011, alle ore 10.30, dopo circa 4 mesi, siamo tornati giù nel “ventre” di Andria: nell’Andria sotterranea, nell’Andria Normanno-Sveva, nell’Andria medioevale! Siamo tornati giù con un gruppo ancora più numeroso, forse perché sta crescendo il numero di coloro che desiderano fortemente conoscere il nostro passato remoto, nascosto nelle viscere della nostra città! Siamo ben undici: il sottoscritto, Riccardo Suriano, Vincenzo Santovito, Michele De Lucia, Nicola Di Bari, Pietro Santoro, la moglie Maria Grazia D’amore e la figlia Alessandra, Vincenzo e Nick Ferrara ed infine Vincenzo Cannone e Vincenzo Basile. Ancora più affascinante è la meta di oggi: siamo nei pressi dell’antica Chiesa di Santa Maria di Porta Santa, nell’area edificata dai Cavalieri Teutonici. A pochi passi dalla Chiesa di Sant’Agostino! Nella parte bassa del centro storico! La Chiesa di Santa Maria di Porta Santa trae il suo nome, quasi sicuramente, dalla presenza di un’antichissima Porta, attraverso cui, secondo le cronache popolari, passarono due “grandi” della Chiesa primitiva: San Pietro prima, San Riccardo dopo. VIDEO:

La Porta e la Chiesa sorgono proprio laddove terminava la via dei pellegrini, che percorrendo la Via Appia Traiana, deviavano verso Andria e per via Sosta San Riccardo e Via Castromonte giungevano alla Porta. Oggi la Porta Santa non esiste più, ma le sue mura sono inglobate nell’obside della Chiesa. Chiesa federiciana, con cupola a pianta ottagonale, sorretta da archi a sesto a sesto acuto, di stile squisitamente gotico. Stupendo anche il portale d’ingresso, assai simile a quello di Castel del Monte, ornato da alcuni splendidi medaglioni, che ritraggono Federico 2° di Svevia o suo figlio Manfredi o Corrado IV.

Uscendo dalla Chiesa di Santa Maria di Porta Santa, subito alla sua destra, si erge un superbo palazzo. Nei primi secoli, dopo il Mille, proprio qui, esisteva un Ospedale: era, riferiscono le cronache, l’Ospedale di San Riccardo, adibito, a quell’epoca, non solo al ricovero, ma anche alla sosta dei pellegrini. Oggi, di quell’ospedale non c’è più traccia: al suo posto si erge un magnifico edificio settecentesco. Ma, quasi sicuramente, la parte più nascosta è medioevale. Ed è proprio l’ex ospedale di San Riccardo che costituisce la meta della nostra visita. La documentiamo in queste preziose immagini curate da Vincenzo e Nick Ferrara. Ci fa da guida signor Leone, padrone di casa. Superato il cortile d’ingresso, si scende giù di due piani. Gli spazi sono ampi. Le pareti sono in pietra secca. Notevole è lo spessore, come tutte le costruzioni medioevali. Ci fermiamo in un salone centrale, dove abbiamo il tempo di sdraiarci sui comodi divani: la comitiva chiacchiera e scherza sulle origini di Andria, di San Pietro e di San Riccardo, dei Cavalieri Teutonici, della Porta Santa e dell’Ospedale di San Riccardo. Il padrone di casa ci indica una parte laterale che quasi sicuramente, faceva parte delle antiche mura, di Andria: la pietra e lo stile sono uguali a quelli esistenti in via De Gasperi (nota come Porta Castello) e nel giardino delle suore Betlemiti, in via Pendio San Lorenzo. Il signor Leone ci fa vedere un vano in pietra che è stato murato di recente. Basterebbe buttare giù quel muretto e si apre un varco verso altri luoghi sconosciuti e segreti. Per motivi di sicurezza e di privacy è stato chiuso!

La novità più sorprendente, però, si apre davanti ai nostri occhi in un altro cortiletto interno: è la presenza di un antico torrione in pietra che supera in altezza lo stesso palazzo. Siamo saliti sù tramite una scaletta a chiocciola, in pietra. Sembra di stare in una delle torri di Castel del Monte. La pianta circolare è la stessa. Aumentano i legami tra Andria e Castel del Monte. Le antiche mura della nostra città sono a pochi passi. Porta Santa pure! Forse questa è un’antica torre di guarda della Porta Santa? … Ci sarebbe ancora da scendere giù. In un angolo c’è un cancelletto in ferro che immette verso altri sotterranei. Con una scaletta metallica, alcuni di noi scendono giù per dare un’occhiata in giro. Subito dopo tornano in superficie. Certo il palazzo meriterebbe altre visite! Per oggi, la nostra finisce qui. Grazie al signor Leone e a su moglie che ci hanno ospitati! Siamo davvero tutti grati della loro disponibilità. Grazie a loro, noi abbiamo avuto la fortuna di accedere in un mondo affascinante, ancora oggi del tutto sconosciuto e misterioso agli andriesi!

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