Referendum: anche la Diocesi di Andria contro la privatizzazione dell’acqua pubblica
“L’acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale. La sua distribuzione rientra, tradizionalmente, fra le responsabilità di enti pubblici, perché l’acqua è stata sempre considerata come un bene pubblico… Il diritto all’acqua, come tutti i diritti dell’uomo, si basa sulla dignità umana, e non su valutazioni di tipo meramente quantitativo, che considerano l’acqua solo come un bene economico. Senza acqua la vita è minacciata. Dunque, il diritto all’acqua è un diritto universale e inalienabile” (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 485).
La Diocesi di Andria, facendo proprie le speranze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono (G.S. n.1), in linea con le indicazioni del Magistero e del proprio programma pastorale, sollecita i cittadini ad adottare stili di vita e comportamenti che tutelino l’acqua come prezioso bene comune garantendone la disponibilità per tutti.
L’acqua è uno dei grandi doni della creazione, tramite i quali Dio dona la vita a tutte le sue creature. Compito di tutti è farne un uso appropriato e consapevole.
Fermo restando che bisogna porre un freno all’uso irresponsabile delle risorse, il punto cruciale è però quello della gestione. L’acqua è una ricchezza da sottrarre alle leggi del mercato. Il suo valore di scambio o prezzo non può essere fissato secondo le comuni regole della domanda e dell’offerta, ovvero secondo la logica del profitto con il rischio di creare nuove povertà.
Preziosa risulta l’indicazione di Benedetto XVI nel messaggio in occasione dell’Esposizione internazionale su “Acqua e sviluppo sostenibile” svoltasi a Saragozza nel luglio del 2008: l’uso dell’acqua “deve essere razionale e solidale, frutto di un’equilibrata sinergia fra il settore pubblico e quello privato”.
La Diocesi di Andria, invita, pertanto, tutti i cittadini a partecipare attivamente al confronto legato al referendum sulla gestione dell’acqua, che mira a tutelarla come bene comune e diritto universale, evitando che diventi una merce privata o privatizzabile.
Andria, 5 maggio 2011
Sac. Giovanni Massaro
Vicario Generale






























