Il Presidente della Confesercenti è a favore dell’Abolizione delle Province: L’appoggio delle Associazioni Civiche Andriesi

venerdì, 13 maggio 2011
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Presidente Venturi, abbiamo seguito con enorme interesse il Suo intervento coraggioso sugli sprechi rappresentanti dalla Province; Enti che Lei giudica inutili e dispendiosi. Bene fa Lei, Presidente Venturi, ad affermare: “tagliare le spese non necessarie, ridurre i costi della politica: questa è l’unica, vera scelta da fare. Invece di togliere risorse alla cultura si taglino le inutili Province che rischiano di restare un carrozzone privo di senso ed un veicolo di crescita della pressione fiscale anche con il Federalismo. La loro abolizione porterebbe vantaggi non irrilevanti per i contribuenti. Le famiglie ad esempio con la sparizione di questi Enti ricaverebbero un beneficio di 300 euro l’anno per non parlare dei vantaggi che avrebbero i già tanto tartassati automobilisti. Finora si è pensato solo a creare nuove Province ed a trovare competenze stiracchiate per Enti i cui compiti potrebbero essere assolti senza rimpianti da Regioni e Comuni, semplificando così anche la fin troppo fitta ragnatela istituzionale. L’abolizione delle Province farebbe risparmiare allo Stato centinaia di milioni. Il federalismo è un bene ma potrà tramutarsi in un grave errore se spianerà la via all’introduzione di maggiori imposte. In questo caso il conto verrebbe presentato ad imprese e famiglie mentre andrebbe girato tutto intero alla politica che favorisce spese inutili e sprechi insopportabili. Invece nel nostro Paese avviene che sia molto facile tornare sui propri passi quando si individuano tagli di spesa e scaricare con la stessa rapidità il costo di questa marcia indietro sui contribuenti. Restiamo convinti invece che il federalismo debba essere l’occasione per dire basta a questo insopportabile teatrino. Tagliare le spese non necessarie, ridurre i costi della politica: questa è l’unica, vera scelta da fare”.

Già un po’ di tempo fa Lei, Presidente Venturi, dimostrando di conoscere molto bene la nuova Istituzione cioè la Provincia di Barletta-Andria-Trani, affermò: “Province: hanno più santi in paradiso del debito pubblico. Il coraggio della politica ha fatto ancora una volta cilecca dando ragione al detto che fra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare. Anzi sarebbe meglio dire un oceano di posti, consulenze e costi che sarebbe meglio chiamare inutili sprechi senza fine. Eppure siamo convinti che per la finanza pubblica e le urgenti riforme da fare la loro abolizione resta un passo necessario assieme alla riduzione del numero delle comunità montane ed a operazioni di accorpamento di piccoli comuni. La crisi non si supera se non si liberano risorse utili ad una crescita economica bloccata dalla montagna del debito pubblico e dalla mancanza di investimenti per le infrastrutture, per l’innovazione e la modernizzazione del paese. La chiusura di migliaia di pmi, la caduta dell’occupazione e dei consumi dovrebbero consigliare scelte drastiche ed innovative. Mantenere in vita le province va esattamene nella direzione opposta”.

Dott. Venturi,

quasi simultaneamente a quelle Sue dichiarazioni proprio la Sua Confederazione si è affrettata ad istituire nuove strutture Provinciali e speriamo vivamente che anche i responsabili di queste nuove strutture assumano posizioni uguali alla Sua che possano rafforzare le nostre che sono identiche, anche se ancora oggi non ci viene data la possibilità di poterle esprimere in un libero e democratico dibattito in sede istituzionale.

Abbiamo anche letto la replica dell’UPI alle Sue dichiarazioni e non condividiamo assolutamente le dichiarazioni offensive quando si scrive: “Dispiace dover vedere che una gloriosa associazione che rappresenta il mondo produttivo come Confesercenti si iscriva alla fiera delle banalità, mettendo in fila una serie di assurdità che sviliscono il percorso di riforma delle istituzioni italiane, su cui invece tutto il Paese, a partire dal Presidente della Repubblica, e’ impegnato con determinazione e caparbietà. L’Associazione Confesercenti, ha continuato il presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione in merito ai presunti risparmi che si avrebbero dall’abolizione delle Province, sfiora il ridicolo quando immagina che, eliminando le Province, verrebbero meno i tributi che ad oggi finanziano i bilanci delle amministrazioni. Le tasse sulle automobili, l’addizionale sull’energia elettrica, finanziano le funzioni che oggi esercitano le Province in tema di manutenzione delle strade, delle scuole, difesa del suolo. Davvero si immagina che lo Stato potrebbe rinunciare a queste risorse, abbandonando completamente il territorio? Che questo sia impossibile, che il risparmio dall’abolizione delle Province sarebbe risibile, ormai, lo hanno dichiarato in più casi esponenti del Governo, dei partiti politici di maggioranza e opposizione, intellettuali, sociologi ed economisti. Anzi, e’ stato più volte sottolineato che l’abolizione delle Province produrrebbe caos, per la necessaria ridefinizione delle competenze e per la redistribuzione del personale, e anche nuovi sprechi, perché al posto delle Province si dovrebbero creare organismi in grado di fare fronte a competenze che per dimensione non possono essere assolte dalle Regioni, che hanno poteri legislativi e dimensione territoriale troppo ampia, e Comuni, che al contrario hanno una dimensione troppo piccola per potere gestire un coordinamento di area vasta. Si esca da queste inutili polemiche che fanno solo male al Paese e gettano discredito sulle istituzioni”.

Queste posizioni, naturalmente, vengono da chi fa parte del “sistema” quindi le rimandiamo al mittente, auspicando che la Sua posizione, dott. Venturi, connotata da forti e positivi elementi “politici”, possa essere fatta propria dai Partiti e Movimenti i quali dovrebbero farne linea guida nel loro mandato elettorale che dovrebbe avere nella politica del risparmio, della razionalizzazione e nella lotta agli sprechi l’obiettivo principale e di buon governo.

Cordiali saluti

Andria (BAT), 13 maggio 2011

I rappresentanti delle Associazioni Civiche Andriesi
coordinamento@libereassociazioni.it

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