Sicurezza ad Andria, Savino Montaruli scrive a Padre Elia Ercolino
Lettera aperta al Direttore di Teledehon sulla questione Sicurezza ad Andria:
Gentile Padre Elia,
leggo il tuo intervento stampa e ascolto l’accorato appello Tv relativo all’increscioso episodio criminoso che ha colpito la sede della benemerita Stazione televisiva Teledehon, da te egregiamente diretta.
E’ vero, il tuo grido di dolore non va ignorato e si aggiunge a quello, a volte ancor più disperato, dei tanti Signor Rossi che in questa città si vedono negati alcuni diritti prioritari come quello di godere dei propri beni e dei propri cari, senza il timore che siano costantemente in pericolo.
Capisco che quando un’azione criminale determina anche un disservizio nella normale gestione delle attività d’impresa il sentimento di rabbia e la reazione siano ancor più incontrollate.
E’ sicuramente per questo ultimo motivo, Padre Elia, che tu hai esternato affermazioni molto gravi, che non possono rimanere senza un consequenziale dibattito e approfondimento, allorquando asserisci: “purtroppo a far fronte a queste vivacità delinquenziali si è sempre da soli. Infatti il territorio è alla mercé di se stesso, dove la forza pubblica, per sua natura, chiamata a presidiare il territorio, è assente nonostante certi proclami intorno alla sicurezza dell’attuale amministrazione comunale di Andria”.
Se queste parole fossero state pronunciate da uno dei tanti esponenti del mondo associazionistico locale, ogni giorno impegnati sul campo per difendere le prerogative di questa città, senza nulla in cambio ma sfidando poteri consolidati, ci sarebbe stata la corsa alla denigrazione e “all’abbattimento” morale, personale e della dignità di costoro che pure sono consapevoli di ciò e che hanno deciso di non tirarsi indietro. Queste parole, però, vengono da una voce Autorevole come la tua, Padre Elia e tu, allorquando le hai pronunciate, eri ben cosciente che non sarebbero rimaste inascoltate e avrebbero prodotto delle reazioni (che ancora non ci sono ma che ci saranno, a cominciare da questa).
Chi, come te, Padre Elia, è attento osservatore, ben conosce i problemi che questa città si porta dietro da decenni; ben conosce quali siano stati e siano i meccanismi che si mettono in moto in certi momenti e che sono in grado di condizionare gli eventi, quasi sempre negativamente e comunque a vantaggio di isolati interessi e non già di quelli generali.
Sono fermamente convinto, Padre Elia, che di queste vicende ne capitano tante sotto la tua attenta lente e che spesso, anche per te, non deve essere facile dover scegliere cosa dire o cosa “mandare in onda”.
Caro Padre Elia,
ti conosco da molti anni e so bene quanto tu sia autorevole e imparziale nel giudizio così come so bene che non è facile portare avanti un’Azienda laddove gli aspetti puramente “commerciali” ed “economici” vanno comunque sempre mediati. Fare ciò non è facile ed è come quello che accade in politica, poi sta a noi fare delle scelte e decidere se essere e cosa essere.
Padre Elia,
credo che questa sia stata e continui ad essere una città “difficile”, con tanti problemi e con una colpa che investe un po’ tutti: l’indifferenza e l’ostinazione a continuare a far finta di niente e perseverare in quel “cosa mi importa” che prima o poi si ritorce contro noi stessi.
Caro Padre Elia,
non fare come molti altri hanno fatto. Non consentire che i problemi, quelli veri, durino i pochi minuti di un servizio nel Tg o le poche righe di un intervento stampa. No. La nostra città vive una situazione molto complessa e non devo essere io a dirlo. I drammi che si stanno continuando a consumare nella nostra realtà cittadina, quasi sempre in un omertoso alone di indifferenza, ci fanno paura ma questa paura di affrontarli o solo di parlarne non deve prendere il sopravvento sulla necessità di spogliarci tutti dei nostri ruoli e reagire, anche a costo di perdere qualche falsa amicizia o il saluto di chi abbiamo forse ripetutamente sopravvalutato.
Tu puoi essere uno dei Pionieri nel fare questo.
Qualora ritenessi che le tue esternazioni siano meritevoli di approfondimenti, anche in dibattiti che vorrai organizzare nella tua stessa Stazione televisiva più volte colpita, ti prego di tenermi in considerazione, in una condizione di perfetta par-condicio, per dirci in faccia le cose come stanno e forse cominciare a parlare al cuore della gente e non più solo ai suoi immensi, inesauribili e infiniti bisogni umani che alimentano quella classe di parassiti e avvoltoi pronti a sfruttarli per farne spesso indegno uso.
Andria, 1 giugno 2011
Con sincera stima
Savino Montaruli






























