Referendum ad Andria, Vincenzo Antolini: “Riflettere su basse aspettative in periferia”
“Sembra fatta… Ed è stata un enorme mobilitazione popolare, che contro tutto e tutti ha raggiunto un obiettivo fondamentale: ridare dignità alla nostra democrazia”. Questo è il primo commento al raggiungimento del quorum ai referendum di Vincenzo Antolini, segretario del Pd di Andria.
“Eh sì, pare che abbiamo raggiunto la tanta sospirata soglia del quorum, contro il sistema televisivo che ha boicottato questi referendum, contro le scelte del governo Berlusconi, che prima ha convocato questa tornata referendaria in pieno giugno, dilapidando oltre 300 milioni di euro per non averla accorpata alle precedenti amministrative, poi ha tentato fino all’ultimo istante di far saltare furbescamente il quesito sul nucleare, ingenerando confusione tra gli elettori, infine contro gli inviti all’astensionismo”.
“Un risultato sul quale non vogliamo mettere il cappello – prosegue Antolini- ma che di certo rappresenta un altro passo verso la demolizione definitiva del Berlusconismo, che in un rigurgito autoritario ed antiliberale sta smantellando tutti i programmi di maggior successo della Rai”.
“Anche il dato locale, quello di Andria, è incoraggiante: abbiamo fatto una campagna referendaria molto soft, lasciando che i protagonisti fossero i movimenti che hanno ispirato e condotto queste battaglie, abbiamo fatto una campagna referendaria a costo zero, ed i nostri cittadini hanno voluto riappropriarsi della propria sovranità popolare, cosa che non avveniva da troppo tempo nell’esercizio della democrazia diretta. Anche ad Andria abbiamo dovuto combattere contro l’ostracismo dell’amministrazione Giorgino, che prima ha installato i tabelloni elettorali con ritardo e soltanto dopo le proteste del comitato referendario, poi ha inviato le tessere elettorali con notevole ritardo, infine ha organizzato una manifestazione ludico ricreativa proprio il giorno di chiusura della campagna elettorale per distrarre gli elettori. E nonostante tutto anche nella nostra città abbiamo superato il 50% di partecipazione.
Anche Andria è un po’ meno Berlusconista di un anno fa, e questo ci incoraggia ad intensificare la nostra azione politica”.
“Dovremo riflettere tuttavia –conclude Antolini- sulla disomogeneità di partecipazione popolare, che è stata al di sotto delle aspettative nelle sezioni dei quartieri periferici della città”.
Coordinamento PD Andria






























