Consorzi di Bonifica, data storica per la Puglia – “Avviata una fase nuova che richiede ora segni e atti diversi dal passato”
Nel giorno dei Referendum si scrive una data storica per i Consorzi di Bonifica pugliesi e per la Puglia”. Così l’Assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno commenta l’approvazione in Consiglio regionale delle norme straordinarie per i Consorzi, avvenuta ieri nelle ore dello scrutinio referendario che ha visto la Puglia primeggiare nella partecipazione al voto e nei quattro si ai quesiti.
“Temi concreti, ieri, al centro dell’agenda politica e della partecipazione democratica – precisa Stefàno – come pure dell’attività legislativa dell’Assise regionale. Una data storica, perché rende ora la riforma dei Consorzi non più “impresa impossibile”, essendo stata di fatto avviata con l’approvazione del disegno di legge. Approvazione, che ha beneficiato di un confronto leale e sincero con le associazioni di categoria del mondo agricolo, con i sindacati dei lavoratori e con l’Associazione delle Bonifiche della Puglia, ai quali va il mio più sincero ringraziamento.”
“Soddisfazione la mia che è forte anche perché – aggiunge Stefàno – dopo averci provato già nel 2009 e nel 2010, senza riuscire a trovare in Commissione consiliare la disponibilità alla discussione della proposta, nei giorni scorsi non solo si è avuta la capacità di generare un confronto vero e di merito sull’argomento, ma anche di renderlo fecondo. Discussione e confronto che anche in Aula hanno irrobustito gli obiettivi della riforma, che resta priorità di questo mandato legislativo, dissipando i dubbi sulla sostenibilità costituzionale della norma regionale approvata”.
“Sono almeno tre gli elementi sostanziali del testo approvato, propedeutico e preparatorio alla riforma vera e propria – spiega l’assessore Stefàno – . In primis, l’obiettivo di recuperare ai Consorzi un ruolo strategico e sinergico con le ambizioni del mondo agricolo, in linea con l’accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni nel 2008, che anche le indicazioni di mercato più recenti ci evidenziano essere attuali ed attendibili”.
“Il secondo elemento – prosegue – è quello che consacra la volontà politica di riconnettere i Consorzi ai territori, attraverso un rapporto ineludibile e finalmente trasparente tra servizi realmente erogati e oneri richiesti per le attività necessarie a realizzarli”.
“Ultimo, ma essenziale – aggiunge l’assessore – la presa in carico di quella parte di responsabilità in testa alla politica (che non è l’unica responsabile del quadro attuale) che per troppo tempo non ha saputo governare le criticità evidenti, né indicare come poterne rimuoverne le cause. Segnale di controtendenza oggi più che evidente nel testo normativo approvato, la volontà della Regione Puglia di voler essere parte attiva anche nella formulazione di una soluzione sostenibile al debito pregresso, che andrà definitivamente valutato nella sua complessità solo dopo aver quantificato la reale entità e scritta a più mani attraverso un coinvolgimento vero della rappresentanza del mondo agricolo e di tutto il partenariato socio-economico”.
“Una assunzione di responsabilità – sottolinea l’assessore – che si legge anche nella proposta della opposizione, accolta favorevolmente dal Governo regionale e dalla maggioranza, di istituire una Commissione consiliare di indagine su tutto ciò che è avvenuto nella storia dei Consorzi. Fuori da ogni approccio giustizialista, ma invece ispirata ad un’analisi rigorosa di ciò che è accaduto negli ultimi vent’anni, potrà rivelarsi utile anche a contenere il rischio di errori, che dobbiamo evitare di commettere nel tratto di stratta che abbiamo davanti”.
“La stessa discussione in Aula – aggiunge ancora Stefàno – ha reso evidente come il quadro poco omogeneo nella esperienza dei singoli Consorzi di Bonifica ha rappresentato sin qui il vero ostacolo alla riforma, che il testo approvato ieri rimuove sostanzialmente. Ad esperienze positive in alcuni territori, infatti, si sono contrapposte altre fortemente conflittuali in altre aree della nostra regione, in cui il Consorzio di bonifica è stato visto per troppo tempo come una controparte da cui difendersi, per via degli oneri richiesti, peraltro giudicati spesso legati a servizi mai resi o funzioni mai svolte. Anche per questo, era necessario aprire una pagina nuova, che rimuovesse il più facile alibi di “capri espiatori” e chiamasse la Regione all’esercizio, chiaro e puntuale, della funzione di controllo, l’unica che le viene attribuita dalla legge. La logica dei capri espiatori ci avrebbe indicato la strada più semplice dei provvedimenti amministrativi, pure tecnicamente possibili, ma che abbiamo valutato inopportuni e non sufficienti”.
“Abbiamo avviato un processo nuovo e vero – conclude Stefàno -, ora abbiamo tutti la opportunità e la responsabilità di continuare a renderlo virtuoso. E questo dipenderà dalla volontà di tutta la filiera istituzionale e della rappresentanza del mondo agricolo, che dovrà declinarsi attraverso la capacità di irrorare questa fase con strumenti, azioni, atti e comportamenti che segnino una reale rottura con il passato”.
Rosaria Bianco






























