Libere Associazioni Civiche Andriesi – Andria: voglia di Referendum
Andria, voglia di Referendum e di partecipazione. Ce ne eravamo accorti molto bene allorquando abbiamo raccolto, in soli pochi giorni, ben 5144 firme di cittadini andriesi che hanno chiesto a gran voce la recinzione di tutta la villa comunale.
Ce ne eravamo accorti e noi e anche chi ha tentato di demolire questo risultato, non riuscendoci, nonostante la complicità di alcuni media locali che evidenziarono ed esaltarono solo il gesto vigliacco di alcuni soggetti invogliati da mandanti occulti ad apporre sei o sette firme false.
Quel sentimento di reazione; quel desiderio di partecipazione, contrapposto a metodi partecipativi istituzionali ingannevoli ed insignificanti, apparve ben evidente, tanto da far tremare il Palazzo e tutta la compagnia cantante.
L’essere riusciti a dar voce a migliaia di cittadini, per la prima volta in questi termini nella storia di Andria, fu un’esperienza straordinaria e premonitrice rispetto a quanto accaduto domenica e lunedì scorsi.
Ora bisogna trasformare questo risultato referendario in positività per gli andriesi, quindi risarcirli del mal tolto; del mancato riconoscimento dei minimi diritti previsti dal vigente Statuto comunale, a cominciare dal regolamento per il Referendum consultivo.
Oggi i cittadini vogliono dire la loro; vogliono sentirsi protagonisti e assumersi la responsabilità di decidere non sulla base del regalino elettorale o della promessa mai mantenuta ma difendendo la propria dignità e pretendendo rispetto.
Tutto ciò che è stato negato sino ad ora va recuperato e tutti facciano ammenda perché tutti hanno ripetutamente sbagliato.
Ecco perché il risultato Referendario del 12 e 13 giugno, in termini di partecipazione e di affluenza, ad Andria, non va assolutamente politicizzato ma preso per ciò che rappresenta: un segnale chiaro, sollecitato dal mondo associazionistico locale e soprattutto dall’impegno diretto della Comunità Ecclesiale, rivolto a coloro che ora hanno il dovere di trasformare una visione privatista della gestione pubblica in una visione generale e diffusa, alla base della quale porre l’oggettività e la meritocrazia, invece del favoritismo e dei personalismi.
Andria, 14 giugno 2011
Le Associazioni Civiche Andriesi






























