Andria, le verità nascoste: Quando Garibaldi “votava comunista”

Nel 1948, in Italia, si svolse la seconda consultazione elettorale a suffragio universale, dopo quella del 1946. Le elezioni si tennero il 18 aprile. Queste elezioni politiche furono decisive per il popolo italiano, i due grossi schieramenti rappresentavano infatti due realtà contrapposte: la Democrazia Cristiana e il Il Fronte Democratico Popolare per la libertà, la pace, il lavoro (o semplicemente Fronte Democratico Popolare), una federazione politica di sinistra, costituita il 28 dicembre 1947 e formata principalmente dal Partito Comunista Italiano (PCI) e Partito Socialista Italiano (PSI). L’esito delle elezioni fu favorevole alla Democrazia Cristiana.

 Non tutti sanno, però, che una figura particolare della campagna elettorale del 1948 fu curiosamente Giuseppe Garibaldi. Tra i tanti manifesti dal contenuto informativo non proprio veritiero che purtroppo spesso caratterizzano oggi come allora le partite elettorali più importanti, infatti, la figura di Giuseppe Garibaldi, “l’eroe dei due mondi” come molti chiamano, fu effettivamente utilizzata per pubblicizzare il Fronte Democratico Popolare nelle imminenti elezioni nazionali. Tanti e diversi i manifesti con i più disparati slogan caratterizzarono la campagna elettorale dei partiti sostenitori. Uno degli “stili” più evidenti fù l’inserimento del disegno del volto di Garibaldi con dietro una stella a cinque punte. Questo “stemma elettorale” fu inciso anche sui muri di alcuni edifici della città di Andria, dove a distanza di anni, questi erroneamente vengono considerati da alcuni come messaggi politici risalenti al Regno D’Italia, dove proprio Garibaldi fu candidato anche ad Andria come deputato. Di questo clamoroso errore se ne accorto Michele De Lucia, storico autodidatta della città di Andria che ha voluto così descrivere la curiosa vicenda politica. VIDEO:

Si scopre quindi che le famose “stelle di Garibaldi” non erano altro che messaggi elettorali dei comunisti italiani. Personaggio, quello di Garibaldi, altrettanto ambiguo secondo Michele De Lucia e dalla biografia piena di situazioni non proprio a favore del Sud Italia, su wikipedia ad esempio, nella voce “Giuseppe Garibaldi” è ufficialmente riconosciuto come ” la carriera di Garibaldi nella massoneria culminò con la suprema carica di Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, col 33º grado del Rito scozzese, ricevuto a Torino nel 1862, e con la suprema carica di Gran Hyerophante del Rito di Memphis e Misraim nel 1881. Il Grande Oriente di Palermo gli conferì tutti i gradi scozzesi dal 4º al 33º e a condurre il rito fu un altro massone – Francesco Crispi – accompagnato da altri cinque” appoggiando i dati storici che vedono il Regno delle Due Sicile economicamente e tecnologicamente più avanzato prima del suo ingresso nel Regno d’Italia. In ogni caso, nel 1948, la propaganda anticomunista, gli aiuti economici americani, il ruolo della fede, l’adesione ad un sistema democratico occidentale piuttosto che a uno socialista avevano avuto la meglio. Motivi che resero significativa la vittoria della Democrazia Cristiana furono appoggiati sicuramente anche dall’inaspettato colpo di Stato in Cecoslovacchia che contribuì al formarsi di un’opinione sfavorevole nei confronti del Fronte, il ritorno dei prigionieri di guerra italiani dalla Russia e la questione di Trieste. Nonché la delicata questione degli aiuti alla Ricostruzione, assai più probabili da parte Anglo-Americana che da parte Russa. Dando prova di intelligenza politica, al fine di non inimicarsi altri settori dello scacchiere politico, De Gasperi scelse di non costituire un governo monocolore democristiano, pur avendone i numeri, ma di avvalersi dei partiti minori che lo avevano appoggiato nei precedenti esecutivi: PRI, PSI e PSDI. La fase del centrismo, inaugurata pochi mesi prima, prendeva definitivamente avvio. E ad Andria ci rimangono questi graffiti, forse un pò strano però che all’epoca non ci fu nessuna opposizione dei parenti di Garibaldi. Storie dimenticate e verità nascoste, che forse qualche andriese non ricorda più. Michele De Lucia, invece, si. Adesso lo sapete anche voi!