Andria. Cultura della Legalità – Lettera di un cittadino andriese al Sindaco
Ho letto l’intervento stampa del Sindaco Giorgino sulla “CULTURA DELLA LEGALITA’” e sono perfettamente d’accordo con il contenuto dell’articolo ma alcune riflessioni, caro Sindaco, è necessario farle e non mi chiami PROFETA DI SVENTURE perché anche il dibattito e la critica fanno parte della Cultura della Legalità; pensare diversamente per costruire e non distruggere fa parte della Cultura della Legalità mentre pensare tutti alla stessa maniera diventa “DITTATURA PSICOLOGICA” e se così fosse nessuna Cultura sarà mai attuabile.
Proprio con lo spirito costruttivo di cui sopra chiedo al Sindaco di accettare alcune mie riflessioni:
la Cultura della Legalità parte da un presupposto imprescindibile: CREARE LE CONDIZIONI DI VIVIBILITA’ E DI SOCIALIZZAZIONE IN TUTTI I QUARTIERI DELLA CITTA’.
Primo: – è la stessa cosa insegnare la Legalità agli alunni che frequentano la Scuola Oberdan o Vaccina o a quelli che frequentano la Scuola nel Quartiere S. Valentino? Certamente no. I primi vivono in un contesto sociale diverso; hanno i servizi, gli spazi e le strutture per giocare; vivono in quartieri SANI. I secondi vivono in un Quartiere degradato, senza strutture di svago costretti a giocare in mezzo alle sterpaglie e alle strade dissestate; vivono in un contesto familiare molte volte fatto di povertà e di disagi. Come fanno queste famiglie ad insegnare la Legalità ai propri figli? Quali esempi istituzionali porteranno alla loro attenzione?
Secondo: – il Piano di Recupero Urbano di S. Valentino è una storia che deve ancora essere scritta. E’ vero. La lingua batte dove il dente duole ma come non tornare a ricordare che una Cooperativa Edilizia, della quale mi onoro di essere il Presidente, ha trovato la disponibilità di 66 cittadini che hanno investito per ottenere e realizzare il sogno più grande della loro vita: AVERE UNA CASA DIGNITOSA. Trenta di queste famiglie sono già andate ad abitare. Ma ad abitare in quali condizioni, Signor Sindaco Giorgino?
SENZA FOGNA, SENZA ILLUMINAZIONE, SENZA MARCIAPIEDI, SENZA CASSONETTI DEI RIFIUTI. Le piogge di questi giorni hanno fatto nuovamente allagare gli scantinati ed i garage di quelle case nuove.
Si, caro Sindaco, per abitare in questi alloggi I SOCI hanno dovuto fare le fosse biologiche ed hanno dovuto fare gli allacciamenti di luce e metano a proprie spese.
Lasci stare la storia delle urbanizzazioni, Sindaco, anche Lei la conosce molto bene.
I SERVIZI PRIMARI NON FANNO PARTE DELLE URBANIZZAZIONI; sono un fatto sociale che tutte le istituzioni devono prodigarsi per fornire. L’Amministrazione comunale di Bisceglie, ad esempio, ha ottenuto tre milioni e mezzo di euro dai POR per portare i servizi nelle periferie. E’ apprezzabile lo sforzo fatto dalla Sua Amministrazione cioè quello di aver appaltato i lavori per alcuni servizi ma perché non si è incominciato da quelle palazzine già realizzate? Come si fa a parlare a questi cittadini di Cultura e di Legalità se invece di essere premiati per la loro scelta vengono puniti? Come si fa a spiegare loro le motivazioni della mancata attivazione di qualche ufficio pubblico comunale nel Quartiere? Chi è capace di spiegare loro le motivazioni della mancata attivazione dell’ufficio distaccato della Polizia Municipale? Perché qualcuno non viene a spiegare a questi cittadini le motivazioni per le quali non si da immediatamente seguito all’indicazione del Prefetto della Bat di istituire subito la Questura senza aspettare i lunghi anni per la sede definitiva in via Indipendenza?
Caro Sindaco,
per costruire la Cultura della Legalità è necessario che in primis le Istituzioni a tutti i livelli diano l’esempio mettendo da parte pregiudizi e punizioni dei cittadini che la pensano diversamente perché si rischia di ottenere l’effetto contrario e che la bella lezione di legalità si trasformi in un ritornello che ho ascoltato sin da bambino.
Caro Sindaco Giorgino,
NON SERVE L’ESERCITO. nella nostra città la criminalità è di livello superiore e va combattuta con la straordinaria opera quotidiana delle Forze dell’Ordine che vanno rafforzate nella loro azione investigativa e nella dotazione strumentale. No, non abbiamo bisogno di proclami eclatanti perché a lungo andare questi rischiano di disonorare tutta la nostra città e tutti i cittadini onesti che la vivono.
Un piccolo episodio che mi è capitato. Ho visto fare una multa ad un automobilista per aver momentaneamente lasciato l’auto in divieto per comprare le sigarette. Il malcapitato ha chiesto al vigile: “perché non si usa più il fischietto?” Il Vigile ha risposto: “Noi non siamo arbitri”.
Andria, 4 luglio 2011
Michele Montaruli
Cittadino andriese






























