Studenti andriesi “indignati” a Parma ci scrivono a proposito degli sprechi nella Provincia Bat
Riceviamo una nota da parte di Giovanni, Paola e Massimo, studenti universitari andriesi che risiedono a Parma e che seguono molto da vicino le vicende che interessano la loro città di Andria e la Provincia di Barletta-Andria-Trani. Indignati per quello che si è scatenato dopo l’uscita in edicola de “L’Espresso” che si occupa anche degli sprechi della Provincia di Barletta-Andria-Trani ci scrivono:
“siamo profondamente amareggiati per come si sta continuando a dirigere questa nuova Provincia che sta ulteriormente demolendo quanto ogni giorno noi studenti universitari residenti in altre città d’Italia cerchiamo di costruire, guadagnandoci la stima dei nostri colleghi e facendo loro capire che il nostro Sud non è solo sprechi ed inefficienze. L’articolo de L’Espresso intitolato “I BAT SPRECHI DELLA BAT PROVINCIA” scritto da Tommaso Cerno la dice lunga su quanto siamo ridicolizzati nell’intero Paese in seguito alle scelte che si stanno continuando ad operare nella Sesta Provincia di Barletta-Andria-Trani. Dopo l’inchiesta di Rai Report, dopo tutte le notizie che leggiamo sui siti on-line ogni giorno su questa Provincia, non è facile rispondere a chi ci ridicolizza e ci dice che non siamo in grado di governare con diligenza e con economia i nostri Enti Pubblici. Come si può contestare i dati e le notizie riportate dal settimanale? Come si può negare che questa nuova Istituzione stia creando solo ulteriori danni, anche di immagine, che i cittadini sarebbero ben lieti di evitare? Conosciamo bene la realtà in cui siamo nati e continuiamo a vivere anche se per molti mesi l’anno siamo qui a studiare e siamo anche informati di quanti nostri giovani concittadini siano oggi impegnati a lavorare nel nuovo Ente provinciale. Da andriesi lanciamo un appello forte e chiaro ai tanti amministratori di Andria nella Provincia Bat: non fateci vergognare di essere della Provincia di Barletta-Andria-Trani e di Andria. Sarebbe una punizione troppo severa ed ingiusta per chi come noi sta studiando per tornare nella propria terra da professionisti e contribuire ad onorarla. Se c’è qualcosa che potete fare fatela subito anche a costo di rompere il giocattolo che vi siete costruiti. Oggi l’idea di questo nuovo Ente è che sia solo una fabbrica di poltrone per pochi noti. E’ un’idea che anche noi vorremmo smentire. Dateci la possibilità di farlo. Intanto qui ridono, alla grande”.
4 luglio 2011
Area Comunicazione – “Associazione Io Ci Sono!”






























