Anche software open source e “contratti di rete” al Daisy-Day di Monopoli
BARI, 26 luglio 2011 – Illustrare l’insieme dei tanti progetti ed iniziative attuati sinora e presentare i programmi futuri: sono gli obiettivi del “Daisy-Day” in programma al Melograno di Monopoli giovedì 28 luglio alle 9.30: in pratica gli stati generali di Daisy-Net, il consorzio che, come Centro di competenze pugliese nell’Ict (Information and Communication Tecnology), gioca un ruolo chiave nello sviluppo dell’innovazione tecnologica in Puglia. E lo dimostra la sua compagine sociale: acronimo di Driving Advances of Ict in South Italy – Net, Daisy-Net è infatti composto da tutte le Università pubbliche pugliesi e ormai ben 47 aziende locali di varie dimensioni, appartenenti ai settori dell’offerta ma anche della domanda di Ict. Con sede a Tecnopolis, lavora per destinare soluzioni e nuovi modelli di business legati alla ricerca industriale e al trasferimento tecnologico – anche tramite investimenti comuni – per rafforzare la competitività soprattutto delle piccole e medie imprese.
“Un percorso in divenire – sottolinea il suo presidente, il docente universitario Giuseppe Visaggio – sintetizzato nel Piano operativo. Sino ad oggi Daisy-Net si è posto come impresa operativa ed organismo di ricerca, teso a realizzare Digital Business Ecosystem: Ecosistemi Digitali per Affari, ossia habitat in cui gli organismi che lo compongono esprimono un insieme di servizi digitali per soddisfare bisogni propri o esterni. Ciò tramite network digitali in rete, a beneficio anche di organizzazioni distribuite su tutto il globo, ampliando i mercati”. Ciò, ad esempio, attraverso iniziative e servizi, mirati a potenziare gli affari delle imprese costituendo ecosistemi di vendita o produzione. “I primi – continua Visaggio – per rafforzare la presenza dell’impresa sui mercati nazionali e internazionali; i secondi per diminuire i costi di produzione sfruttando il risparmio per aumentare i margini o per politiche di prezzo più aggressive. Ma anche agendo con progetti incentrati su reti di imprese e trasferimento dell’innovazione Ict”.
Oggi il consorzio – uno dei pochi centri di competenza italiani a vantare bilanci in attivo – entra in una nuova fase, potenziando l’offerta con nuove attività in cantiere. Ad esempio, progetti per tecnologie innovative di business in filiere agroalimentari a km zero; piattaforme di servizi hardware e software per la pubblica amministrazione e i cittadini; in campo sanitario innovazioni per diagnosi e radioterapia; studi di fattibilità per un Distretto regionale di Alta Tecnologia nel settore “Salute dell’uomo e Biotecnologie”, e per il consolidamento della filiera della miticoltura a Taranto; o i servizi di piattaforme per teleconferenza e teledidattica.
Il tutto ad affiancare le tante attività svolte finora. Tra i servizi, in particolare il Cloud Computing (sistemi di server virtuali per erogare infrastrutture, piattaforme e software come utilities, pagando solo ciò che si usa e per quanto si usa) e quelli legati all’ampliamento dei mercati e alla sicurezza derivati da accordi strategici con Telecom e IBM. Senza dimenticare iniziative come i network per la produzione, per la vendita, per i prodotti open source, o l’attivazione dei cosiddetti “contratti di rete”.
Fabio Nardulli






























