Andria, le istituzioni minacciate da un clima di tensione
Innanzitutto un sincero ringraziamento al Presidente della L.A.C. – Libera Associazione Civica di Andria, Vincenzo Santovito, per aver accolto l’appello a revocare la manifestazione in programma per oggi pomeriggio in Largo Torneo. Il mio appello delle ore 17,00 di ieri 27 luglio non era “condizionato” dalla brutta notizia che è stata divulgata solo molte ore dopo, da alcuni Organi di Informazione. Eppure, nonostante non si fosse ancora a conoscenza delle minacce al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale e all’On. Fucci, il Presidente Santovito non ha esitato a recepire positivamente quel mio appello e questo nobile gesto non fa altro che consolidare ancor più il rapporto di stima e di amicizia che nutro nei confronti dell’amico Vincenzo. In merito al gravissimo episodio che vede coinvolti i politici andriesi, ancora una volta il mio attestato di solidarietà, anche in qualità di rappresentante di Associazioni quali Unimpresa Bat, Comitato di Quartiere Europa, Associazione Provinciale Antiracket-Antimafia di Molfetta, C.P.L.- Comitato per la Legalità di Andria e di tutte le altre delle quali mi onoro di ricoprire cariche dirigenziali, è inequivocabile ed assoluto.
Sono fermamente convinto che al di la della condanna del gesto, tutti noi si debba sollecitare e chiedere a gran voce che siano rafforzate le azioni di intelligence e di investigazione, mediante la ulteriore dotazione alle Forze dell’Ordine di uomini e mezzi perché capire cosa sta accadendo in questa città è di fondamentale importanza.
Andria sta vivendo un’altra di quelle stagioni che ne fanno una realtà emarginata e deprezzata; ce ne accorgiamo ogni giorno nei nostri contatti con imprenditori di altre Regioni; ce ne accorgiamo ogni giorno quando parliamo con nostri amici e parenti che vivono altrove e ce ne accorgiamo quando guardiamo negli occhi i nostri figli e leggiamo in quelle espressioni il desiderio di vivere in una città migliore.
Allora quì la questione non è più politica; non è più istituzionale ma investe l’intero Sistema Sociale Cittadino il quale, evidentemente, è ostaggio di convinzioni, di pregiudizi e di condizionamenti che ne determinano una errata visione della realtà.
La Politica, quindi, e mi rivolgo alla Politica in quanto è ancora, purtroppo, fortissimo il condizionamento sociale che essa, attraverso gli uomini e le donne che ne sono espressione, riesce ad esercitare su coloro che sono in grado di costruire o demolire, a seconda dei casi e delle propensioni, la Cultura Sociale, insieme alle altre Istituzioni, alle Rappresentanze Sociali, al mondo Associativo, gli Ordini Professionali e Sindacali e soprattutto agli Organi di Informazione sia proprio la Politica in grado di rappresentare la realtà senza condizionamenti; senza pregiudizi e senza “esclusioni”; siano essi tutti in grado di esprimere giudizi svincolati dalla cultura dello scambio e della compensazione; siano tutti coscienti e obiettivi e soprattutto si astengano dall’esprimere giudizi e dall’emettere sentenze per il sol gusto di denigrare e di isolare, ingiustificatamente, per avallare altrui desideri.
Non posso e non voglio assolutamente consentirmi di fare tutt’erba un fascio per cui doveroso e onesto è il mio sincero apprezzamento per quanti, invece, continuano ad essere persone libere e rappresentano la libera espressione del proprio libero pensiero, guardando alla realtà in maniera oggettiva e critica.
Dagli episodi negativi tutti noi dobbiamo essere in grado di comprenderne origini e concause, quindi agire anche in maniera profonda a monte senza consentire degenerazioni che poi portano a situazioni di non ritorno e comunque di danno collettivo che si riversa anche su coloro che ne sono estranei.
Gli uomini delle istituzioni, quindi, siano pervasi da un senso della giustizia e del corretto agire comune e abbandonino velleità personali per il cui soddisfacimento non esitano a crearsi reti di protezione e anticaduta da utilizzarsi, a tempo, a seconda dei momenti di difficoltà o quando quel sostegno deve sopperire all’assenza di credibilità e di vero consenso.
Non so chi pubblicherà questo ulteriore mio intervento, l’unica certezza è la mia piena ed assoluta consapevolezza del “senso” di queste mie poche righe che, ne sono certo, anche questa volta arriveranno dritte al cuore di chi deve cambiare atteggiamento.
Cordiali saluti
Andria, 28 luglio 2011
“Associazione Io Ci Sono!”
Il Presidente
f.to Savino Montaruli






























