Mons. Raffaele Calabro consegna il nuovo Programma Pastorale Diocesano
Venerdì 16 settembre, durante il Triduo, in onore dei Santi Patroni che si celebra alle ore 20.00 nella Chiesa Cattedrale di Andria, il Vescovo, Mons. Raffaele Calabro consegnerà ai referenti di tutte le parrocchie e associazioni laicali della diocesi il programma pastorale per gli anni 2011-2013 dal titolo: “Dio educa il suo popolo. Discepoli di Cristo animati da una grande passione educativa”.
Anche quest’anno il programma è risultato il frutto di un lavoro in cui i diversi soggetti a cui è rivolto sono stati pienamente coinvolti. E’ stato, infatti, elaborato dal Comitato di Presidenza del Consiglio Pastorale a partire dalle indicazioni del Vescovo e del Consiglio Pastorale. Molto preziosi sono risultati i contributi degli Uffici Pastorali, delle zone pastorali e dei lavori di gruppo del Convegno Ecclesiale Diocesano. Frutto di un discernimento comunitario è anche la scelta di un programma valido per un biennio, e non già per un anno, allo scopo di consentire un lavoro pastorale da svolgere con gradualità e lungimiranza.
Il programma viene affidato alle comunità parrocchiali e associazioni laicali non per appesantire il cammino di ciascuno ma per offrire orizzonti condivisi verso i quali muoversi con l’indicazione di strumenti operativi, di stili personali, di focalizzazioni e di attenzioni che possono aiutarci a raggiungerli e ad avvicinarci.
L’orizzonte di fondo del nuovo programma è quello indicato dai Vescovi negli Orientamenti Pastorali per il decennio 2010-2020 “Educare alla vita buona del Vangelo”.
“La CEI- scrive Mons. Calabro nella presentazione – chiede alle comunità diocesane, nel loro complesso, di prendere coscienza della gravità e complessità del compito educativo nelle attuali circostanze”.
Educare, dunque, nella prospettiva del Vangelo: ecco l’urgenza che ci viene richiamata.
E’ anche vero che il tema dell’educare è già stato oggetto di una proposta pastorale diocesana articolata in quattro anni (2006-2010). Non si tratta di ripetersi ma di monitorare il lavoro compiuto e riqualificare il nostro impegno educativo nell’attuale contesto storico, sociale e culturale.
Il programma dopo aver sottolineato le difficoltà del compito educativo, indica nel riconoscimento di Gesù, autentico Maestro, la strada da seguire per saper fronteggiare le sfide e riscoprirsi comunità educante in quanto educata essa stessa per prima da Dio, per mezzo di Gesù Cristo, sua piena e compiuta manifestazione.
All’arduo compito di educare siamo, pertanto, chiamati a rispondere con esigenti itinerari formativi all’altezza delle difficili sfide poste dall’attuale contesto socio-culturale.
E il programma, nella seconda parte, offre indicazioni pastorali in merito alla catechesi, alla liturgia e alla testimonianza della carità. Circa la catechesi ribadisce che la sua finalità è quella di creare una mentalità di fede. Deve, pertanto, sapersi proporre in chiave antropologica a partire dalle domande dell’uomo aiutando a saper leggere “i segni dei tempi” perché se è vero che Dio si è manifestato compiutamente in Gesù Cristo, è anche vero che continua a parlare ancora attraverso la storia individuale e collettiva. Esplicito l’invito presente nel programma e ribadito dal Vescovo, nella presentazione, a far tesoro della Scuola Diocesana di formazione teologica e del Forum per la formazione all’impegno socio-politico in quanto ottime opportunità di formazione per i formatori.
Nel paragrafo riguardante la liturgia si afferma che essa è il luogo privilegiato in cui Dio educa il suo popolo con parole e gesti. Non mancano alcuni suggerimenti concreti per prendere maggiore consapevolezza del legame stretto che intercorre tra Liturgia, Parola e Sacramenti: cura nella proclamazione della Parola di Dio e nell’omelia, maggiore diffusione nel popolo di Dio della liturgia delle ore, attenzione alla direzione spirituale, alla lectio divina e alle scuole della Parola e di Preghiera.
“La carità educa il cuore dei fedeli e svela agli occhi di tutti il volto di una comunità che testimonia la comunione, si apre al servizio, si mette alla scuola dei poveri e degli ultimi, impara a riconoscere la presenza di Dio nell’affamato e nell’assetato, nello straniero e nel carcerato, nell’ammalato e in ogni bisognoso”. Ritroviamo in questo breve testo degli OP e ripreso nel programma pastorale, tutto ciò che, invece, la comunità diocesana è chiamata a realizzare sul piano della testimonianza della carità perché la prima forma di educazione alla vita cristiana è l’esemplarità della testimonianza. Sono, allora, da riscoprire i progetti e le proposte formative che la Caritas Diocesana ha rivolto alla comunità in questi anni, in modo tale da vedere in essi l’autocoscienza di essere una comunità plasmata dal cuore di Cristo e chiamata a crescere in una coerente testimonianza di carità.
La conclusione del programma è dedicata alla parrocchia definita come il luogo privilegiato in cui la fede può crescere, permettendo, così, ai discepoli di Cristo di essere animati da una grande passione educativa con l’ augurio finale, che in realtà costituisce un impegno preciso, di realizzare, nella nostra Chiesa locale, comunità parrocchiali che facciano crescere sempre più le persone in umanità e grazia, cristiani fedeli e ferventi, cittadini ed educatori esemplari.
Don Gianni Massaro
Vicario Generale






























