Commercio ed Economia a Barletta. La Politica guardi fuori dal Palazzo

martedì, 20 settembre 2011
Ascolta con webReader

Non vogliamo in questa sede entrare nel merito specifico di talune iniziative delle quali il comune di Barletta avrebbe voluto farne grandi eventi, non riuscendoci; non discuteremo dell’organizzazione maldestra di talune Fiere cittadine o delle notti, siano bianche, al buio o sul mare così come non è nostra intenzione infierire su tanti aspetti organizzativi che hanno mostrato deficit che non sono mai stati colmati. Crediamo invece, di essere coinvolti, fortemente coinvolti, pur non avendo mai inteso condividere “a posteriori” scelte non supportate da spirito di compartecipazione. Non siamo caduti nell’errore commesso da molti altri di assecondare scelte intrise di elementi politici condizionanti, dai quali non ci siamo mai fatti ammaliare perché il nostro ruolo è anche quello di recepire il grido di dolore delle imprese che viene ignorato perché è scomodo farsene carico. E’ per questo che non possiamo non sentirci coinvolti allorquando, giustamente, i commercianti barlettani, anche i pubblici esercenti, decidono di non dare alcun contributo all’organizzazione di taluni eventi che non li vede partecipi se non per necessità e ricerca di quella collaborazione intesa unicamente come “risposta ad una chiamata”. Ci sentiamo coinvolti perché capiamo il loro risentimento allorquando non si sentono degnamente rappresentati nel momento in cui vengono lasciati completamente soli ed ignorati di fronte ai problemi. Quanto accaduto questa estate allorquando è stata posta in essere l’azione repressiva dell’attività musicale estiva da parte degli organi preposti non poteva, quindi, non avere risvolti e alla prima occasione utile la risposta è arrivata. Una risposta anche al lassismo dimostrato da una classe politica locale incapace di essere al passo con i tempi dell’economia e della realtà, ritardando scelte importanti, ancora incompiute. Dissociarsi, come nel caso della Notte Bianca, è stato un atto di coraggio, di onestà professionale ed intellettuale. Insomma una severa lezione verso la classe politica e dirigente barlettana che evidentemente questi problemi non li avverte perché li sente lontani; quella stessa lontananza che ha fatto si che l’intero entourage amministrativo si chiudesse in se stesso, tra poche mura e con poca gente attorno, sempre la stessa a decidere per conto degli altri ma senza assumersene le responsabilità delle conseguenze di tali scelte, anzi essendo ampiamente premiata. No, nessun paragone, per carità. Andremmo molto lontano e dovremmo tirare in ballo un’altra lunga serie di personaggi famosi, anche non di Barletta, e altri fallimenti. In verità non si riesce ancora a far si che le Amministrazioni locali, almeno a livello provinciale, si incontrino e mettano insieme un programma che non sia quello di ristrutturare qualche vecchia masseria ma quello di analizzare le potenzialità del territorio ed insieme dare vita ad eventi che abbiano una rilevanza tale da creare un indotto per l’intero territorio, investendo senza pregiudizio tutte le realtà sociali ed economiche e coinvolgendo tutte le città. Per fare questo, però è necessario mettere da parte campanilismi sterili e soprattutto la paura di non essere in grado di reggere il confronto. Ecco perché le riunioni che si tengono presso la Sede della Provincia Bat, quando vengono coinvolti tutti gli Assessorati delle città vedono tante reiterate assenze e la programmazione rimane solo un sogno irrealizzato. Si continua ad organizzare i cartelloni estivi sperperando un fiume di risorse senza avere neanche la capacità di differenziare l’offerta ed ecco che la concorrenza arriva addirittura a coinvolgere città distanti solo pochissimi chilometri e la corsa è a chi riesce ad attrarre qualche comitiva in più verso la “propria” città. Troppo poco, troppo ovvio, troppo svilente e troppo misero per un territorio con tante potenzialità di crescita e di sviluppo, dove la cultura d’impresa ha sempre fatto scuola. Un intero sistema non può sottostare a questo pressappochismo mentre altrove si sono realizzate da decenni quelle minime infrastrutture delle quali la nostra terra ne è ancora priva, pur avendone grande necessità. I politici sono diventati tutti opinionisti nel mare dell’informazione ed ecco che i ruoli si confondono ogni giorno ed accade che chi è deputato alla risoluzione dei problemi si limiti a criticare mentre chi ha il ruolo sociale di osservare e di sollecitare si assume anche la responsabilità di agire. Chi continua a pensare che la crisi la si affronti in questo modo o è completamente acritico o in mala fede oppure, cosa più probabile, trae vantaggi da questo modo di pensare vecchio e anacronistico. Città come le nostre senza un marchio di qualità non dei prodotti ma delle stesse città dove i servizi sono completamente inefficienti, dove i collegamenti pubblici sono arretrati ed inefficaci, dove il tempo lo si perde ancora fermi ai tanti passaggi a livello per attendere a tempo infinito il passaggio del trenino locale sono città che vanno completamente ripensate e ciò più che mai andava fatto nel tempo in cui le risorse ci sono state e non sono state utilizzate; quando le possibilità di cambiamento erano reali e concrete ma uomini e donne delle cosiddette istituzioni si sono fatte trovare completamente impreparati. Il cambiamento, quindi, non sia solo lo slogan per le prossime campagne elettorali ma parta dal basso, dai giovani, da coloro che devono assumere la responsabilità di guidare le istituzioni, investendo sul territorio e ricreando città che siano “attrattive”, dove lo Sviluppo sia ben coniugato con Progresso e dove l’economia sia un sistema in cui ognuno ritrovi piena soddisfazione nella realizzazione dei propri buoni propositi e delle proprie ambizioni, trovando nel Lavoro il piacere di donare e rendersi utile.

Pensare che tutto questo sia ancora possibile non è da folli ma il punto culturale di (ri)partenza per assumere a pieno titolo la responsabilità di un compito difficilissimo ma tanto entusiasmante.

In quanto alle scusanti relative alle paventate “ristrettezze imposte dal Patto di stabilità”, qui il discorso si allarga e se ci fosse ancora qualche dibattito pubblico sarebbe facile analizzare e comprendere quanto gli sprechi incidano sui bilanci degli Enti ma questo è sotto gli occhi di tutti, non dobbiamo certo dimostrarlo noi.

Cordiali saluti

Unimpresa Bat

Andria, 20 settembre 2011

Il Direttore

Savino Montaruli

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • MySpace
  • Live
  • PDF
  • RSS
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Twitter
  • email
  • FriendFeed
  • Tumblr

Se ti è piaciuto questo articolo effettua una

a VideoAndria.com

Scrivi un commento

Le foto della 575^ Edizione della Fiera d’Aprile

Get the Flash Player to see the slideshow.

FASHION PARTY – Vincenzo Leonetti

Cronaca

Eventi

Sport

Andria Antica – tutte le puntate

Meteo

Andria
25 maggio 2012, 21:19
Prevalentemente Sereno
Prevalentemente Sereno
21°C
Pressione: 1010 mb
Umidità: 64%
Vento: 11 km/h NNO
Raffiche di vento: 14 km/h
Alba: 5:28
Tramonto: 20:16
Previsione 25 maggio 2012
Giorno
Parzialmente Soleggiato con Rovesci
Parzialmente Soleggiato con Rovesci
23°C
Vento: 14 km/h NO
Raffiche di vento: 29 km/h
Notte
Parzialmente Nuvoloso
Parzialmente Nuvoloso
14°C
Vento: 11 km/h NO
Raffiche di vento: 18 km/h
Previsione 26 maggio 2012
Giorno
Parzialmente Soleggiato con Rovesci
Parzialmente Soleggiato con Rovesci
24°C
Vento: 7 km/h NO
Raffiche di vento: 11 km/h
Notte
Parzialemente Nuvoloso con Rovesci
Parzialemente Nuvoloso con Rovesci
13°C
Vento: 4 km/h NNO
Raffiche di vento: 11 km/h
Previsione 27 maggio 2012
Giorno
Prevalentemente Nuvoloso con Rovesci
Prevalentemente Nuvoloso con Rovesci
22°C
Vento: 11 km/h NO
Raffiche di vento: 18 km/h
Notte
Parzialmente Nuvoloso
Parzialmente Nuvoloso
12°C
Vento: 7 km/h NO
Raffiche di vento: 11 km/h
 

Video da ricordare

Se ti piace VideoAndria.com: fai una donazione libera. Grazie.

Le notizie giorno per giorno

settembre: 2011
L M M G V S D
« ago   ott »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930