Ma lo Stato dov’è? E’ solo sui giornali?

sabato, 8 ottobre 2011
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Siamo amareggiati e indignati per quanto si è detto e si continuerà a dire in questi giorni sui mass media, su certi mass media, dopo quanto accaduto a Barletta. Consentiteci di farlo per come queste televisioni, che dovrebbero rappresentare il servizio pubblico, hanno trattato e continuano a trattare la tragedia. Addirittura mentre si stavano svolgendo i funerali, in diretta, qualche cretina del pomeriggio italiano continuava ad intervistare altrettanto deficienti opinionisti i quali denigravano l’onestà e la dignità di noi cosiddetti meridionali.
Le televisioni locali e regionali, unitamente alla stampa, invece, hanno svolto un lavoro di informazione impeccabile ed insostituibile, evitando opportunamente, di dare spazio a politicanti e parassiti sempre pronti a cogliere la palla per declinare le proprie responsabilità.
Tutti i rapporti ufficiali del 2011 confermano che la percentuale di lavoratori in nero è molto più elevate al Nord Italia e la Puglia non è certo ai primi posti di quella classifica. Questi lavoratori irregolari sono stati riscontrati prevalentemente nel Nord. Ad eccezione della Campania dove si concentra la più alta percentuale di lavoratori in nero (il 70,8%), troviamo, infatti, l’Emilia Romagna il 55%, il Friuli Venezia Giulia il 46,1%, il Molise il 44,7% e la Liguria il 44,2%.

Questa è la migliore risposta alle signore e ai signori milionari ben vestiti che si sono sfogati in televisione: peccato che non ci sia stato contraddittorio (in questo senso ormai i canali si sono chiusi e nessuno ha più il coraggio di organizzare dibattiti democratici e aperti a tutti, non solo ai politici che pagano) e che nessuno di questi signori, tanto sensibili e impegnati per il benessere del Paese si sia degnato di proporre almeno di indossare una fascia nera al braccio dei giocatori extramilionari della Nazionale di Calcio Italiana. No, tutti impegnati a giudicare e a denigrare quelle lavoratrici e colui che dava loro lavoro e con loro era lì a lavorare per l’intera giornata.
Sentire parlare sindacalisti, imprenditori e politici tutti appartenenti alle nuove caste che stanno portando il Paese al fallimento, perché fallimento sarà!, fa rabbia e ribrezzo specie se il loro linguaggio è vecchio, solito, lontano e completamente avulso dalla realtà o addirittura deviante; gente che occupa le stesse postazioni da decenni e che ha creato un patrimonio incommensurabile fatto di vantaggi e di privilegi. FATE SILENZIO!
Questa è la tragedia dell’incuria e del non voler vedere non solo una tragedia sul lavoro, pagata con il sangue del lavoro; quel lavoro che è sempre più precario e non tutelato, dappertutto; quel lavoro che manca in tutto il nostro territorio e di cui nessuno vuole parlarne, sopratutto non vogliono parlarne quanti sono all’interno di un sistema inutile e fatto solo dai politici per i politici che è rappresentato dalle tante sciocche organizzazioni para-politiche che nel corso degli anni hanno rappresentato solo spreco di denaro. Anche rispetto al nostro territorio vengano a dirci quali e quanti siano stati i posti di lavoro “buoni” creati dalle Società partecipate dai Comuni (soprattutto ci dicano come si fa ad ottenere un lavoro lì, senza nessuna “guida”); quali e quanti siano stati i posti di lavoro creati da Agenzie come il Patto Territoriale e ciò che esso rappresenta oggi; dai cosiddetti Progetti di Area Vasta e di Visioni; dalle Agenzie per internazionalizzare, per l’occupazione, per le chiacchiere e per impiegare sempre le stesse persone per non si sa far cosa.

Qualcuno ci dica se esiste un progetto, un solo progetto, una sola idea, un solo atto che abbia mai posto al centro del dibattito e dell’azione la volontà e la capacità di andare incontro a queste imprese che resistono, a questi lavoratori che comunque devono ringraziare coloro che un lavoro dignitoso lo danno; che comunque non sfruttano i lavoratori come avviene in certi sottani del Nord Italia dove si lavora tra i topi e gli escrementi umani; che vivono “una famiglia allargata” dove spesso non si riconoscono le differenze tra il datore di lavoro e i lavoratori perché in quei luoghi nessuno si arricchisce come avviene nelle grandi Società di Capitali i cui padroni, qui in Italia vanno in televisione a fare morale mentre le loro produzioni all’estero sfruttano il mercato del lavoro alle condizioni che tutti conosciamo. Altro che lavoratori in nero; quelli si che vengono trattati come bestie ma l’importante è non farlo sapere né a chi acquista quei preziosi prodotti né al nostro bel Paese.

Aiutare quelle tantissime Imprese barlettane che solo in questo modo riescono a sopravvivere è un dovere di questa Comunità, quindi è necessario un monitoraggio della situazione e soprattutto individuare strumenti di agevolazioni che incentivino queste Imprese ad assumere, senza dover da quel momento in poi trovarsi a dividere quel poco di utile con un Socio fantasma che non da nulla in cambio, chiamato Stato.

Bisogna aprire tanti altri occhi chiusi come quelli di fronte al lavoro nero in agricoltura; lavoro sottopagato degli addetti provenienti dall’est Europa e dall’Asia, a discapito di quel lavoro regolare ma più costoso rappresentato dai lavoratori italiani assunti, che il lavoro lo stanno perdendo.

Qui stiamo perdendo professionalità e nessuno fa niente, nessuno dice niente, nessuno se ne frega.

Trasferiamoci in un altro storico settore economico del nostro territorio, l’edilizia, allora andate a vedere come si lavora nei cantieri; sono rispettate le minime misure per la sicurezza dei lavoratori? Portateci le vostre telecamere e vedete come si lavora lì.

Potremmo allungare non poco questa lista ma sarebbe inutile perchè non c’è bisogno di noi per dire cose che tutti sanno ma che danno fastidio, come diamo fastidio noi solo a parlarne.

Potremmo aprire un capitolo sui tanti giovani che lavorano gratis presso gli studi dei cosiddetti altrettanto milionari professionisti con la scusante di fare praticantato ma in effetti sostituendo in tutto e per tutto il datore, senza diritti riconosciuti.

Il buon don Geremia Acri, durante la recente Convention di “italia futura” a Bari, alla presenza di tantissimi imprenditori e di gente perbene e benestante, ha parlato dell’opera di Casa Accoglienza ed ha affermato che non sono più gli extracomunitari a recarsi in quel luogo per ottenere servizi alla persona e un pasto ma oltre l’85% di questa gente è italiana e del luogo.

Ha raccontato una drammatica storia di un venditore ambulante che si reca abitualmente presso Casa Accoglienza per ottenere qualcosa con cui sfamare se stesso e la propria famiglia, non potendo più andare avanti.
QUESTA E’ LA REALTA’ DELLA QUALE DOBBIAMO OCCUPARCI. TUTTI, anche se Non Fa né Moda né Spettacolo.

Cordiali saluti

Area Comunicazione – “Associazione Io Ci Sono!”

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