Incendio in via Barletta: Ma sono i cassonetti o è la scuola che non deve stare li?
Dopo l’incendio di alcuni cassonetti depositati nello stabile di Via Vecchia Barletta, ad Andria, è impossibile non intervenire, come in molti vorrebbero fosse fatto.
Senza entrare nel merito del pessimo servizio della raccolta dei rifiuti ad Andria e delle numerose inadempienze da parte dei responsabili in quanto lasciamo queste verifiche all’indagine ancora in corso da parte della Magistratura e della Procura del Tribunale di Trani, intervenute in seguito alla presentazione di una precisa e dettagliata denuncia-esposto, evidenziamo alcune incongruenze nell’accaduto. Qualcuno starà pensando che le nostre riflessioni saranno sul fatto che mentre in città molti cassonetti vengono rimossi, per varie ragioni, e non più riposizionati e sostituiti con dei nuovi, nel deposito dell’Azienda pare che ce me fossero tanti. Invece no.
Interveniamo per evidenziare come questa città pianga ancora oggi e lo farà ancora per decenni a causa dei tanti “innocenti errori”, chiamiamoli così, del passato.
Oggi la riflessione è questa: “ma quei cassonetti dovevano stare in quel posto o e’ la scuola che non deve stare lì? Una domanda più che lecita dal momento che gli studenti delle scuole confinanti con il deposito dei cassonetti e la catasta di gomme che forse più dei cassonetti non dovevano esserci, hanno dichiarato di aver visto le fiamme alzarsi oltre il secondo piano degli “edifici”, anche quì li chiamiamo così per essere gentili e per non incazzarci ulteriormente, adibiti a scuole e confinanti con il deposito.
Tra quegli Istituti Scolastici ci sono anche le classi del biennio del Liceo Scientifico e anche quegli studenti, insieme agli altri degli Istituti “colpiti”, ai docenti e al personale, hanno dovuto sospendere le lezioni per evitare qualsiasi ulteriore coinvolgimento nell’accaduto; proprio quel Liceo Scientifico in attesa da anni di vedere realizzate le aule indispensabili, per varie ragioni, soprattutto logistiche e didattiche.
Non sappiamo se e quando si arriverà alla fine di questa tragedia dal sapore tutto nostrano che, unitamente ad altre farse come l’ampliamento dell’Andria-Trani e tante altre “compromettenti” questioni irrisolte rendono il nostro territorio inefficiente ed arretrato di decenni; disincentivando qualsiasi investimento economico e allontanando sempre più quel turismo di cui tutti abbiamo tanto bisogno. Sappiamo, con certezza, che tutto questo è fortemente diseducativo propri per gli studenti che in questo modo vedono sempre più evidente il divario tra i valori e i comportamenti che con fatica il corpo docente ogni giorno si sforza di inculcare e i cattivi esempi di chi non ha il coraggio di dire le verità o ha timore che dicendola manifesta la sconfitta del suo operato o peggio ancora di manifestare l’impossibilità di operare con efficacia, temendo di perdere l’ambita postazione così faticosamente e costosamente raggiunta.
Che facciamo? Scendiamo in piazza, glielo diciamo o rimaniamo a guardare?
Cordiali saluti.
Andria, 18 ottobre 2011
Il Consiglio Direttivo – Associazione “Io Ci Sono”






























