Agricoltura, lettera aperta di Dario Stefàno al Ministo Romano

sabato, 22 ottobre 2011
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Caro Ministro,

torno a scriverTi, questa volta attraverso una lettera aperta, convinto che occorra avere sempre (tanto più nei momenti difficili) il coraggio di affermare le proprie idee, di sostenere pubblicamente le ragioni in cui si crede, di ricercare la strada del ragionamento comune anche con chi ha sensibilità differenti rispetto ai bisogni del Paese, alle priorità da affermare, agli strumenti necessari, alle scelte da compiere.

Ti scrivo mentre sono ancora basito dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio a proposito del Decreto Sviluppo: “Nessuna fretta … Anche senza soldi, lo sviluppo arriverà”.

Oddio, non scopriamo certo oggi la filosofia del Governo, che non ritiene una priorità per il Paese l’attuazione di una strategia di sviluppo, che ha prodotto l’ennesima manovra che esonera dalla contribuzione “chi più ha”, che rimane insensibile alla richiesta unanime di Istituzioni, lavoratori ed imprese al coraggio delle scelte.

E questa difficoltà del Governo di prospettare come agganciare la ripresa finisce con l’accrescere, irrimediabilmente, lo scoramento di cittadini ed imprese.

Ed allora, nell’attesa di un miracolo (perché forse solo questo ci salverebbe) mi chiedo e Ti chiedo: è possibile che nella attuale discussione che precede il tanto chiacchierato Decreto sviluppo (se mai arriverà) nessuno abbia legato il tema dello sviluppo a quello dell’Agricoltura, che pure tanta parte svolge ancora nella formazione dell’economia nazionale? Possibile che in questa discussione un po’ kafkiana, nessuno nel Governo (nemmeno Tu) abbia avvertito la esigenza di proporre alla discussione misure concrete capaci di sostenere un settore produttivo, l’Agricoltura, che anche nell’ultimo biennio così tormentato dalla crisi, ha prodotto Pil, ricchezza, alimenti e occupazione, trainando l’export nazionale?

Certo, tutto sembrerebbe possibile per un Governo che, per la prima volta nella storia della Repubblica, ha lasciato tagliare il DPCM Agricoltura, e con esso la possibilità di finanziare le funzioni delegate in materia, spina dorsale per il sistema agricolo. Per un Governo che continua ad usare i fondi FAS come salvadanaio per finanziare ammortizzatori sociali, che mai nella storia del Paese si è mostrato così sordo alle richieste di chi – le Regioni – ogni giorno è sul “fronte” a combattere accanto agli agricoltori una battaglia che continuiamo a non considerare già persa. Perché è una battaglia per il futuro dei nostri territori e delle nostre comunità.

Ti rinnovo, allora l’invito alla collaborazione istituzionale affinché l’Agricoltura possa tornare al centro del dibattito politico e, di conseguenza, dell’agenda di Governo.

Un primo passo, allora, non può che essere la reintroduzione del DPCM Agricoltura, per ridare ossigeno ai nostri territori, alle imprese, agli addetti ai lavori e assicurare continuità ad un processo di crescita. Credo che questa potrebbe essere la Tua proposta per il Decreto Sviluppo che consentirebbe a tutte le Regioni, dal 1 gennaio 2012, di continuare ad assicurare i controlli funzionali, il miglioramento genetico per la zootecnia, il supporto istituzionale alla promozione dei nostri prodotti agricoli sui mercati (che non sono sprechi), gli standard di sicurezza alimentare raggiunti. Non parlo di sprechi, di costi della politica, ma di funzioni fondamentali. E non parlo nemmeno di valori impossibili: meno di 450 milioni di euro per anno e per tutte le Regioni italiane, ovvero meno di quanto speso per l’ultimo appuntamento referendario con una tempistica differita rispetto alle elezioni amministrative.

Ecco, a nome di tutti gli assessori d’Italia, torno a chiederTi di farti paladino di questa nobile battaglia verso il ministro Tremonti ed il Governo tutto, affinché nel tanto atteso Decreto sviluppo ci sia una traccia di attenzione nei confronti di un comparto che ha scritto la storia del nostro Paese e che può continuare ad assicurare benessere e qualità di vita alle nostre comunità, ma anche prospettive occupazionali e professionali per le nostre nuove generazioni.

Non ci basta più saperTi d’accordo con noi, vorremmo vederTi rivendicare con forza questa irrinunciabile opportunità.

Dario Stefàno
Coordinatore della Commissione Politiche Agricole nazionale

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