Tempi certi di pagamento per le imprese: In Italia si fa strada la direttiva europea di Raffaele Baldassarre

Se soltanto si attuassero tempi di pagamento più veloci per le prestazioni lavorative e professionali, sia nel settore pubblico che in quello privato, si immetterebbe nel circuito economico italiano ossigeno fondamentale per la ripresa e per la crescita. Ma se fino a qualche tempo fa la celerità nel recupero delle spettanze appariva essere una chimera adesso, con il recepimento di un’apposita direttiva europea, che abbiamo in prima persona collaborato a realizzare, la soluzione di questo grave problema è a portata di mano. L’approvazione del testo che fa riferimento alle misure ad hoc per le Pmi contenute nel cosiddetto Statuto delle imprese è un fatto di grande importanza e che contribuisce a dare nuova forma al tessuto economico e imprenditoriale italiano.
Si tratta di un provvedimento di legge in linea con i bisogni rappresentati dall’impresa in un tempo di emergenza e sfiducia socioeconomica che certamente ci soddisfa perché fa riferimento, tra gli altri punti, alla Direttiva europea che abbiamo personalmente curato e che riguarda i pagamenti delle pubbliche amministrazioni.
Entro il prossimo anno tutti gli Stati membri dovranno adeguarsi al dettato europeo, ecco perché lo Statuto delle Imprese intercetta e fa proprie le indicazioni della Direttiva che stabilisce tempi di pagamento non superiori ai 30 giorni per le Pubbliche Amministrazioni e ai 60 per i privati.
E’ chiaro che esiste un “caso” italiano. L’Italia infatti è uno dei Paesi dell’UE che più si attarda nei pagamenti, lasciando fatture inevase per oltre 120/150 giorni. Tutto questo provoca l’inevitabile soffocamento delle imprese. A tutela della vocazione imprenditoriale e a difesa del patrimonio produttivo italiano occorre prevedere tempi certi e definiti per i pagamenti dei crediti maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione. Un punto che rappresenta, a nostro avviso, la vera svolta del percorso di sviluppo in via di approvazione da parte del Parlamento italiano.
Raffaele Baldassarre






























