3° Corso di formazione A.V.O. di Andria: resoconto della serata

Ieri tanti cittadini hanno presenziato al 3° CORSO DI FORMAZIONE A.V.O. di Andria, tra i presenti ci ha onorato e gratificato con lodevoli parole il DIRETTORE GENERALE ASL-BAT il Dr. Giovanni Gorgoni, ha parlato di BELLEZZA INTERIORE ed ha salutato la sala affollata dai tanti cittadini, declamando la BELLEZZA DEL VOLONTARIATO.
A seguirre L’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI DELLA CITTA’ DI ANDRIA L’AVV. MADDALENA MERAFINA. E LA PRESIDENTE REGIONALE A.V.O. DELLA PUGLIA Sig.ra VALENTINA BELLIN. Nella serata si è ampiamente trattato del DONO DI SE’…..e di come innumerevoli uomini e donne hanno fatto del servizio generoso ai malati e sofferenti il senso della loro vita, e il segno del loro cuore è la radice del loro amore, Il dono di un cuore accogliente, che crea spazio per l’altro e lo sente, da estraneo a familiare e amico.
Ne dona servizio, e mette a disposizione le proprie risorse “IL TEMPO”,
Il dono dello “stare insieme” aiutandoli – mediante l’ascolto e il colloquio idoneo – a trovare risposta alle domande sul senso della vita, sul significato del dolore, del male e della morte (e questa è l’A:V:O:).
Il dono della presenza, che si esprime a parole ma anche nel silenzio e con il contatto fisico; se è permeata da rispetto, comprensione, discrezione, può essere di grande conforto e trasmettere al malato sicurezza e calore.
sono un dono prezioso, soprattutto quando sono accompagnate dai gesti del servizio e della vicinanza(e questa è l’A:V:O:). .
LA CONCLUSIONE è STATA ESALTANTE CON QUASI SESSANTA ISCRITTI…GRAZIE DI CUORE A TUTTI I CITTADINI. ANDRIESI.
Carmen GranataIL DONO DI SE’….. innumerevoli uomini e donne hanno fatto del servizio generoso ai malati e sofferenti il senso della loro vita.
E’ il segno nel nostro cuore la radice dell’amore.
Il dono di un cuore accogliente, che crea spazio per l’altro e per farlo sentire da estraneo a familiare e amico.

Il dono del servizio, che mette a disposizione le proprie risorse “IL TEMPO”, le competenze per rispondere ai più svariati bisogni dei malati.
Il dono dello “stare insieme” aiutandoli – mediante l’ascolto e il colloquio idoneo – a trovare risposta alle domande sul senso della vita, sul significato del dolore, del male e della morte (e questa è l’A:V:O:).
Il dono della presenza, che si esprime a parole ma anche nel silenzio e con il contatto fisico; se è permeata da rispetto, comprensione, discrezione, può essere di grande conforto e trasmettere al malato sicurezza e calore.
sono un dono prezioso, soprattutto quando sono accompagnate dai gesti del servizio e della vicinanza(e questa è l’A:V:O:) .






























