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    Aggiunto da Redazione il 2011-11-08

    L’impulso alla razionalizzazione dei costi della scuola pubblica, come dal testo delle linee guida sul dimensionamento scolastico approvato dalla Giunta regionale pugliese, riguarda ovviamente anche la provincia di Lecce e la città capoluogo. In più di un’occasione il nostro leader nazionale, la Senatrice Adriana Poli Bortone, pur condividendo una necessaria riorganizzazione del mondo dell’istruzione e della formazione, ha fatto sentire la sua voce, contro logiche che rischiano di sferrare un duro colpo ad un settore strategico per lo sviluppo e la crescita del Paese. Ma tant’è. Adesso diventa fondamentale la modalità attraverso la quale gli enti periferici dello Stato, a cominciare dai comuni, sapranno rapportarsi a tali nuove esigenze.

    Nelle Linee guida della Regione si precisa che devono essere soppresse o accorpate le scuole con meno di 500 alunni o con meno di 300 a fronte di una deroga motivata. Per il resto si individua nell’istituto comprensivo il modello di scuola cui tendere nel primo ciclo. Significativi e impegnativi sono anche i passaggi riferiti agli istituti professionali e tecnici. Ecco perché appare urgente l’individuazione di una strategia comunale per governare il processo di razionalizzazione in atto.

    A tal proposito, diventa davvero importante l’azione riorganizzatrice che deve essere in capo all’Amministrazione comunale, dal momento che la cittadinanza ha il diritto di conoscere in che modo e con quali dinamiche si svilupperà il percorso di accorpamento delle scuole di primo grado. La questione non è soltanto formale, bensì assolutamente sostanziale, poiché attiene alla scelta dei metodi, dei criteri, delle regole attraverso le quali si dovranno adottare le misure più idonee. È da ciò che scaturirà l’individuazione delle strutture interessate al dimensionamento; i tempi stringono, ma sul tavolo le proposte ancora non ci sono, anche se, da parte nostra, non manca la buona volontà per entrare nel merito delle questioni fornendo proposte e suggerimenti in quanto tecnici del settore.

    Le famiglie degli studenti hanno il bisogno ma soprattutto il diritto di organizzarsi per tempo, così come i dirigenti scolastici, gli insegnanti, l’intero corpo docente e gli operatori del settore istruzione.

    Mi auguro che l’Amministrazione abbia intenzione di prendere a cuore tali esigenze e mostri nuove capacità d’azione nella messa a punto di un piano comunale per la gestione dei fenomeni che coinvolgono il mondo della scuola e i giovani, per evitare, come spesso è accaduto in città nelle questioni che richiedono livelli importanti di concertazione, che si arrivi a ridosso dei problemi senza un’idea precisa con il rischio che il ritardo e la fretta facciano assumere provvedimenti sbagliati.

    Maria Rosaria Ferilli

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