Petizioni popolari ad Andria e sprechi di denaro pubblico
Dopo la sospensione temporanea della raccolta firme di domenica scorsa, in onore dei Caduti in Guerra e per i festeggiamenti delle Forze Armate, già da lunedì è ripresa la raccolta firme. Quello di questi giorni è un evento che sta manifestando non solo il forte desiderio della gente di partecipare e di essere protagonista della propria vita ma anche un motivo di sfogo rispetto all’attuale situazione del comune di Andria, molto preoccupante. Infatti, questo incontro non si limita unicamente alla raccolta della firma ma spesso si verifica che i cittadini si soffermano per moltissimo tempo presso i banchetti in cerca di ascolto, quello che le Istituzioni continuano a negare o non sono capaci di garantire. Bisogna, quindi, essere anche degli psicologi perché i racconti sono anche a volte drammatici e tutti espressione di un disagio sociale ed economico che sfugge ai ricchi potentati tutti occupati a salvaguardare i loro privilegi ed incapaci di essere credibili nella rappresentanza delle istanze dei più poveri e dei disagiati cioè della “massa popolare”. Accade anche che qualche cittadino ci porti in visione gioiellini pubblicitari prodotti e distribuiti con i nostri soldi. Ad esempio sta girando da tempo un opuscolo molto colorato che pubblicizza l’allocazione della Vittoria Alata presso il Monumento ai Caduti di Andria. A parte i contenuti sui quali non ci esprimiamo per non polemizzare con coloro che vi appaiono, ci chiediamo: è proprio il caso di aggrapparsi alla Vittoria Alata, spendendo fiori di quattrini a far stampare i giornalini opuscolari a colori, tentando di conquistare così la fiducia amministrativa che è venuta a mancare, sfruttando anche i nomi e le foto di chi si è socialmente impegnato nei decenni per riportare l’opera nella nostra città? Non credete di esservi seduti sul Cavallo di Attila, che dove passava non cresceva più erba? Ci sono cose e opere che un amministratore o rappresentante di governo deve fare per dovere e non è il caso di esaltare anche le cose che vengono realizzate pur non dipendendo dal proprio impegno, approfittando delle proprie posizioni istituzionali. Quell’opera, cioè la Vittoria Alata andava realizzata ma nessuno pensi di aggrapparsi alle sue ali specie se chi tenta di farlo non merita neanche di aggrapparsi alla Nike di Samotracia.
I SIMBOLI DI LIBERTA’ SONO DI TUTTI. NON TOCCATELI! Se qualcuno pensa che stiamo uscendo fuori tema, si sbaglia di grosso. Lo spunto del libretto opuscolate della Vittoria Alata tende proprio a dimostrare come si utilizzi il pubblico denaro, quello che si vuole accumulare sempre di più incidendo sulle tasche dei cittadini, limoni da spremere e olive da mettere sotto torchio, aumentando tasse e tributi locali, come accaduto per la Tassa Rifiuti, a fronte di una città immersa nella sporcizia. Fra qualche giorno, sempre in Viale Crispi presso la nostra postazione, sarà possibile visionare l’elenco dei contributi elargiti a larga manica ad Associazioni e Comitati vari per la realizzazione di iniziative spesso rivolte a pochissime persone ma a carico della collettività. Parliamo di centinaia di migliaia di euro spartiti in vario modo e addirittura utilizzati per sostenere saggi di fine anno di scuole private, manifestazioni di varia natura con mangiatoia (per pochi) al seguito, spettacoli con ingresso a pagamento sostenuti con decine di migliaia di euro della collettività, senza giustificazione alcuna se non la strumentalizzazione reiterata e ridicola delle finalità sociali e culturali, quasi sempre inesistenti o addirittura destinatarie di ricavati inferiori alle somme elargite dal Comune. Ma non sarebbe meglio dare quelle somme direttamente a chi ne ha veramente bisogno? Cambiare per non cambiare nulla è diabolico e perseverare è sinonimo di scarsissimo rispetto per le persone e per i cittadini.
Una volta esisteva anche un’etica morale che spingeva un pubblico amministratore a fare tappe di riflessione ed assumere decisioni conseguenziali. Oggi ci sono uomini politici, assessori e dirigenti che non hanno più timore morale per nulla. Sono l’assoluta manifestazione dell’immobilismo ma non fanno mai un passo indietro. Una volta esisteva anche una parola per giudicare un lavoro fatto male o non fatto proprio. Quella parola si chiamava dimissioni ed era un gesto molto nobile per dire “questo non fa per me”, preferisco fare altro cioè quello che so fare. Dov’è finita questa Etica? Proprio ai nostri Amministratori e politici, a tutti i livelli di casta diciamo: riscoprite questa parola. Intanto chiediamo ancora una volta pubblicamente agli Amministratori: alla luce dei dati sempre più allarmanti rispetto alle condizioni di povertà dei cittadini andriesi e della crisi globale che mette a rischio fallimento il nostro paese e forse pure la nostra città, siete ancora intenzionati a mantenere quella Delibera degli aumenti Tarsu così com’è? Volete ancora sfruttare la paura ed il terrore dei cittadini per la sciagurata vostra decisione di ricorrere ad Equitalia e costringerli a pagare comunque per evitare che il Boia infierisca sui loro beni, acquistati con i sacrifici di una vita e non per grazia ricevuta? Speriamo tanto che la realtà sia diversa. Ricordiamo che è possibile firmare le due Petizioni fino alle ore 21,00 del giorno 27 p.v.
Distinti saluti
Andria, 8 novembre 2011
L.A.C. – Libera Associazione Civica
Il Presidente: Vincenzo Santovito






























