Andria: la storia di una ragazza che da sola ha salvato dei cuccioli dalla strada

Abbiamo ricevuto una segnalazione da una nostra concittadina alle prese con il ritrovo di una cucciolata di 5 cani randagi nei pressi della sua proprietà in via Castel del Monte. La cucciolata, di cui facevano parte ben 3 femmine, era sorvegliata da un branco di 6 elementi, di cui almeno una femmina, madre dei cuccioli. Dopo il ritrovamento di questa cucciolata la ragazza si è rivolta alle autorità competenti, in particolare al comando dei Vigili Urbani, che in un primo momento hanno affermato che la gestione dei randagi non è di loro competenza, e solo dopo l’insistente richiesta le hanno detto di recarsi presso l’Asl veterinaria di Andria. L’Asl afferma che per far partire l’intervento è necessaria una denuncia ai Vigili Urbani, presso l’ufficio “ecologia e ambiente”. Fatta regolare denuncia, la ragazza ha aspettato l’intervento che non è avvenuto. Una decina di giorni dopo la ragazza sollecita l’intervento. L’Asl risponde di non aver ancora ricevuto la segnalazione dai Vigili, e solo allora la ragazza riceve il numero privato dell’operatore eco-zoofilo che finalmente si reca per un sopralluogo. Nel frattempo la ragazza si è impegnata personalmente per trovare una famiglia per i cuccioli, svolgendo il lavoro che sarebbe spettato a chi di competenza in quanto i cani randagi dovrebbero essere prelevati, microchippati, sterilizzati così da essere pronti per un’adozione. Se non fosse per la nostra concittadina, nel giro di qualche tempo ci saremmo ritrovati con 3 nuove cagne pronte a fare cuccioli, aumentando esponenzialmente il problema del randagismo. Riteniamo scandaloso il comportamento delle autorità preposte, ad affrontare situazioni di questo tipo, che non rispondono alle richieste e necessità dei cittadini, utilizzando la ormai collaudatissima tecnica dello scarica barile. Per prevenire queste situazioni sarebbe sufficiente attuare un piano di sterilizzazioni, previsto dalla legge, in modo da evitare un aumento dei randagi e salvaguardare sia gli animali che i cittadini che oggi invece ad Andria possono imbattersi in branchi di randagi. Ci chiediamo come mai nonostante esistano le leggi per la tutela dei diritti degli animali, esse non vengono applicate in modo che il cittadino si ritrova praticamente da solo davanti a situazioni anche potenzialmente pericolose? Inoltre parallelamente alle sterilizzazioni perchè il comune non incentiva campagne di adozione, vista il sovraffollamento dei canili?
Riferimenti normativi:
Legge quadro n° 281 del 14 agosto 1991
LEGGE REGIONALE N. 12 DEL 3-04-1995 REGIONE PUGLIA
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA ANDRIA
Vincenzo Sinisi (Segretario PdCI Andria)
Flavio Di Schiena (PRC Andria)






























