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    Aggiunto da Redazione il 2011-11-16

    L’avevamo detto: siamo seduti su una polveriera sociale. Forse non è ancora scoppiata del tutto, ma certamente questa sera stiamo assistendo ad una detonazione flagorosa. Qualcuno aveva detto che in Italia la crisi non c’è perché tutti i ristoranti sono pieni, qualcun altro aveva fatto notare che sono pienissime anche le mense della Caritas di cittadini italiani. E la mensa della Caritas di Andria è scoppiata, troppe le grida di aiuto rimaste inascoltate. Sono decine e decine i cittadini e gli immigrati che questa sera hanno trovato chiusa la mensa della Caritas e si sono riversati sotto il palazzo comunale. Per fortuna l’amministrazione non ha risposto “qu’ils mangent croissant”, e sta cercando di offrire qualche genere di prima necessità, facendo la spola con i supermercati più vicini. Ma è evidente che così non si può andare avanti, l’amministrazione comunale ha lasciato solo sul fronte dell’assistenza il mondo del volontariato. Serve una risposta politica urgente, serve dare un sostegno economico forte alla Caritas, ma serve soprattutto dare una risposta seria in termini di politiche sociali ed in politiche occupazionali per creare occasioni di riscatto sociale. Sono troppe le famiglie anche andriesi ridotte alla povertà. Dobbiamo trovare subito nelle pieghe del bilancio comunale delle risorse, ed anche i nostri inviti a spendere meglio le scarse risorse sono andati inascoltati. Magari potremmo rinunciare a qualche mega progetto, come quello della nuova area mercatale, il cui costo arriverà a 23 milioni di Euro ed utilizzare quelle risorse per un progetto di manutenzione straordinaria del territorio, con tanti piccoli interventi diffusi: daremmo lavoro a decine e decine di persone e magari potremmo prevenire altri danni idrogeologici. Avevamo lanciato l’idea di spostare il mercato ortofrutticolo di via Barletta nel macello comunale di via vecchia Barletta, di cui si è persa notizia, ed il mercato settimanale nell’attuale sede del mercato ortofrutticolo ed in via Martiri di Belfiore, ripresa da alcuni operatori del settore. Perché non valutare con attenzione questa soluzione? Otterremmo molti benefici: libereremmo risorse da impiegare diversamente e con più ricadute occupazionali, accorceremmo di molto i tempi per la nuova area mercatale, risparmieremmo un bel po’ di territorio a nuova cementificazione.

    Vincenzo Antolini
    Coordinatore Partito Democratico di Andria.

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