Vincenzo Antolini: “invece di polemizzare preoccupiamoci delle questioni”
Ho letto e riletto le mie ultime riflessioni, scritte in contemporanea all’emergenza della disperazione manifestatasi sotto il Comune. Cercavo le bugie e le mezze verità dette dal sottoscritto e le cavolate sparate, sinceramente non le ho trovate, prego qualcuno di segnalarmele, al massimo ho usato dei termini forti ma servivano per far prendere coscienza che se si va avanti così presto o tardi ci saranno guai seri, stile rivolte di popolo, abbiamo già avuto troppe avvisaglie in città. Mi si rimprovera di parlare senza cognizione di causa, bene si sappia che prima di scrivere avevo raccolto tutte le informazioni sulla rissa e sul ferimento, ed anche tutte le informazioni sulle grida di allarme rimaste inascoltate, da tutti e non solo dall’attuale assessore alle politiche sociali, e mi sembrava evidente che questa fosse la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Perché so bene che gravi casi di intemperanza da parte degli ospiti si erano già registrati più volte a Casa Accoglienza in passato, ma mai si era giunti ad un gesto tanto forte. Ma siccome non volevo e non voglio strumentalizzare Don Geremia, i volontari ed il loro operato, e se così è sembrato chiedo scusa a loro, avevo soltanto preso spunto da quello che accadeva in quei momenti sotto il comune per parlare della polveriera sociale in cui viviamo. Infatti non mi interessava polemizzare sul perché la mensa fosse chiusa, ma sul perché la mensa scoppia di persona e di problemi da affrontare. Si tratta di una polveriera sociale in cui viviamo da tempo e della quale mi ero occupato in commissione consiliare, insieme all’amico Franco Colia, quando ero consigliere di maggioranza cercando di offrire un contributo all’elaborazione di risposte politiche. Quando lo facevo da “membro” della maggioranza, il centrodestra plaudeva godendo della “spaccatura” dell’allora maggioranza e votava i “nostri” emendamenti al bilancio di previsione, ora che lo faccio dall’opposizione il centrodestra parla di cavolate e di strumentalizzazione. La verità è che non era mio intendimento creare polemiche politiche, allora come oggi, né interne all’amministrazione Zaccaro, né in contrapposizione con l’amministrazione Giorgino, ma occuparmi dei problemi, che c’erano ma che continuano a crescere ed esasperano sempre di più gli animi. Nelle mie ultime riflessioni avevo scritto: l’amministrazione comunale ha lasciato solo il mondo del volontariato sul fronte dell’assistenza. Non avevo scritto l’amministrazione Giorgino ha lasciato solo etc, quindi ponevo la questione in continuità amministrativa, anche se ora ho l’impressione che il mondo del volontariato (e non solo Casa Accoglienza) sia ancora più di prima lasciato solo. E lo sanno i tanti cittadini che si rivolgono ai servizi sociali ed ottenevano ed ottengono un’unica risposta: non ci sono fondi. Avevo anche apprezzato -lo ammetto- a modo mio, il tentativo dell’amministrazione comunale di rasserenare gli animi distribuendo cibo. Ma poi? Questa vicenda rappresenta il sintomo di un male enorme al quale dobbiamo rispondere politicamente: con politiche nazionali ma anche con politiche locali. Su quest’ultime avevo lanciato alcuni spunti: subito tamponare l’emergenza, lasciando meno soli anche economicamente i volontari a fronteggiare il disagio, dopo creando politiche per il lavoro con piccole e necessarie opere pubbliche immediatamente cantierizzabili invece dei faraonici progetti che potrebbero essere superflui, poi occupandosi di politiche per il reinserimento sociale. Infine ci sono le zone grigie di cui il comune in quanto tale non può occuparsi e delle quali non avevo parlato esplicitamente: gli immigrati irregolari. Purtroppo senza una risposta legislativa che corregga il reato di clandestinità e senza politiche nazionali di integrazione, non resta che affidarsi al volontariato sostenendolo per quanto possibile e dando il supporto in termini di sicurezza, che mi pare sia quanto chiedano oggi i volontari di Casa Accoglienza. Ma invece di raccogliere o meno le proposte si preferisce fare polemica becera.
Don Geremia si affida a Dio, a me non rimane che dire: AMEN
Vincenzo Antolini






























