Andria: Castel del Monte non è più un mistero!

Finalmente è risolto il mistero di Castel del Monte! L’enigma di Castel del Monte è finalmente svelato! Se la scienza ha il compito di risolvere i mille quesiti della nostra esistenza terrena, si deve a una ricerca scientifica, rigorosa e senza preconcetti, la risoluzione del secolare mistero del bellissimo maniero federiciano di Castel del Monte. Gli artefici di questa ricerca scientifica sono due giovanissimi studiosi della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Bari: GIUSEPPE FALLACARA e UBALDO OCCHINEGRO. In Andria, giovedì 17 Novembre 2011, alle ore 18,30, nel Chiostro di San Francesco, è stato presentato il volume “ Castel del Monte. Nuova ipotesi comparata sull’identità del monumento”. Erano presenti: il prof. Claudio D’Amato Guerrieri, preside della Facoltà di Architettura di Bari e i due autori: GIUSEPPE FALLACARA e UBALDO OCCHINEGRO. Secondo me, il loro libro è un’opera rivoluzionaria. Come lo scrittore-giornalista PINO APRILE, con il suo recente saggio “Terroni”, sconvolge la storia ufficiale dell’Italia meridionale, così il volume di Fallacara e Occhinegro stravolge l’intera secolare tradizione intorno a Castel del Monte. Sorprendenti e clamorose sono le loro conclusioni: Castel del Monte fu concepito dal “Puer Apuliae” come dimora per la cura del corpo e dell’anima, come “locus amenus“, come “un padiglione ove esercitare le arti mediche e farmaceutiche”, come un “ideale battistero” ove coltivare il culto della “Bellezza”. Aggiungo io : un’oasi di pace, di serenità, di tranquillità, di rigenerazione fisica e mentale, lontana dai campi di battaglia, dalle urla dei soldati, dal frastuono delle armi e delle macchine da guerra, lontana anche dalle città, malsane, anguste, sporche, prive di servizi igienici, piene di passioni e di odi politici! A queste conclusioni, Fallacara e Occhinegro sono giunti dopo due anni intensi di studio rigoroso e sistematico della struttura di Castel del Monte, soprattutto dopo la scoperta di un complesso sistema idraulico, completamente dimenticato e abbandonato subito dopo la morte del grande imperatore. I due ricercatori si sono serviti anche della comparazione con altri edifici, molto simili, presenti nel mondo arabo e coevi di Castel del Monte. Sorprendente la rassomiglianza! I due autori non hanno ignorato anche l’antica toponomastica della Murgia circostante, a partire dal toponimo Santa Maria del Monte Balneolo, che rimanda alla presenza in loco di acque. Mi piace riportare una affermazione dei due giovanissimi architetti: alla domanda come mai Federico II scelse un luogo così distante e isolato dai centri abitati? Ebbene non bisogna mai dimenticare che le città medievali erano anguste, sporche, malsane, prive dei più elementari servizi igienici e sanitari, colpite frequentemente dalle infezioni e dalla peste. Poco adatte a una dimora fissa, serena, purificatrice. Vale, dunque, la pena leggere il saggio dei due giovanissimi architetti. Permettetemi una riflessione finale: non una fortezza militare, non un’amena residenza estiva di caccia, non un misterioso osservatorio astronomico, non un luogo di strani riti esoterici e diabolici, ma un vero e proprio centro di benessere fisico e mentale, dove, si sa, quasi sicuramente Federico II non mise mai piede a causa della sua morte prematura.
Andria, 20 Novembre 2011
prof. Riccardo Suriano
Info:
Associazione del Borgo Antico































pensare che tempo fa l’avevo pensato anch’io ma scherzando
su castel del monte si son scritti una miriade di libri con delle tesi diversissime tra loro,scrivere su c.d.m.è diventata una moda per emergere dall’anonimato basta fare un pò di ricerche avere molta immaginazione e il più è fatto.Senza una documentazione d’archivio o storico possiamo fare tutte le supposizioni,con i se e con i ma non si fà storia altrimenti tra non molto uscirà qualche altro libro che parlerà di c.d.m. come antesignana delle case chiuse
Non mi sembra che abbiamo una quantità di documentazioni storiche tali da dirci esattamente cosa sia, quindi mi sembra più logico “leggere” l’edificio ( per es. se è una chiesa, ci sono elementi che ci fanno riconoscere una chiesa, se è un teatro ci sono elementi che ci fanno riconoscere un teatro ecc.
Faccio un’altro esempio,l’analisi di manoscritto di un canto gregoriano la farei fare a un musicista, che conosce la musica e l’evoluzione di essa, non da un chimico che analizzerebbe la carta dello spartito per dirmi al carbonio 14 che è di epoca medievale, analisi giusta forse ma poco interessante. Quindi se degli architetti studiano l’edificio e supportati dai pochi documenti che ci sono ( perchè il libro fa riferimento a documentazioni storiche ) ne traggono una ipotesi, io sono affascinato da questo.