L’antipolitica, un’autentica necessità democratica
Gli allenatori di calcio, quelli scarsi, quelli che non vincono mai, sono soliti dire che non conta il risultato, ma il bel gioco. E così nella politica capita spesso che venga adottato lo stesso criterio: non contano i fatti, contano le parole, le promesse non mantenute, i giuramenti infranti. Da Roma a Lecce, il quadro non cambia soggetto, con personaggi che più mentono, più danni fanno, più si ritengono indispensabili e più aspirano a ruoli apicali, se non proprio di dominio assoluto. Ormai, per ambire a qualche incarico, non conta più la propria storia bensì l’elenco degli scempi prodotti da esibire sul bavero della giacca a mo’ di medaglia. Berlusconi ha portato l’Italia sull’orlo del baratro? Nessun problema: per i suoi, non appena si acquieteranno le onde della tempesta, sarà il giusto candidato alla Presidenza della Repubblica. A Raffaele Fitto è stato sufficiente perdere quasi tutte le elezioni sul nostro territorio (regionali, provinciali e comunali) per vedersi gratificato dell’incarico ministeriale. A sinistra, poi, assistiamo al capolavoro dei capolavori: la Puglia rischia il commissariamento per la gestione allegra del comparto sanitario del suo Governatore e della sua Giunta e i loro colonnelli cosa pensano? Pensano bene di candidare Vendola a Premier e la sua vice a Sindaco di Lecce. Anche nella nostra città non ci facciamo mancare nulla: se il massimo del confronto elettorale si esplicherà tra Paolo Perrone ed Adriana Poli Bortone, avremmo raggiunto il culmine, visto che i cittadini sarebbero chiamati a scegliere tra chi ha prodotto e chi ha sempre avallato lo sfascio dei conti pubblici che portano il capoluogo salentino sull’orlo del fallimento. Insomma, la piramide si è capovolta: un tempo, a scuola insegnavano che ai più bravi e ai più meritevoli veniva regalato un viaggio premio, adesso l’esatto opposto. Se non hai studiato, se hai mal governato, se hai dilapidato le risorse di tutti, allora sei il candidato giusto, quello ideale, quello da sostenere costi quel che costi. L’antipolitica, o ciò che si definisce tale, è diventata non tanto una risposta di superbo elitarismo, bensì un’autentica necessità democratica. Ci si libera dalla casta solo e soltanto se si modificano i criteri con i quali essa si autorigenera e si ristabilisce il principio meritocratico in base al quale, come scrivevano in più passi i Padri Costituenti, si ha l’onore di rappresentare le istanze della propria collettività se, a prescindere dal proprio patrimonio economico, si hanno talenti e meriti da mettere a disposizione di tutti. Per lo più gratuitamente. Proprio per questo il punto numero uno del programma della lista civica “Verso Lecce”, per la quale ho l’onore di presentarmi come candidato a Sindaco, prevede che gli incarichi politici non debbano essere remunerati e debbano svolgersi solo e soltanto con spirito civico.
Antonio Capone
Candidato Sindaco di Lecce






























