Puglia, Fucci e Distaso al nuovo governo: “intervenire su vicenda dipendenti regionali”
Un’interrogazione al nuovo governo in merito alla vicenda dei numerosi dipendenti della Regione Puglia assunti e poi inquadrati in base a norme ritenute illegittime da parte della Corte Costituzionale. A presentarla, insieme all’on. Antono Distaso, vice-coordinatore regionale del PDL, è stato l’on. Benedetto Fucci, deputato dello stesso partito.
Lo stesso Fucci commenta: “Per effetto della sentenza, l’amministrazione regionale ha avviato i provvedimenti di retrocessione del personale interessato, pari a circa 604 dipendenti inquadrati in varie categorie. E’ evidente come tale situazione, così come già avvenuto per il caso dei dirigenti medici stabilizzati ancora una volta portato all’attenzione del Parlamento e del governo da parte di Distaso e mia tramite interventi nella Commissione Affari Sociali e un’interrogazione urgente, riproponga lo scenario di una regione che vede messa in pericolo la propria capacità di buon funzionamento e di fornitura di servizi adeguati all’utenza”.
“Per questa ragione – conclude Fucci – con il collega Distaso attendiamo una riposta e una possibile apertura, da parte del governo, ad iniziative normative che nel rispetto pieno delle competenze regionali coniughino equità ed efficienza dei servizi prestati dagli enti locali”.
Andria, 28.11.2011
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-13979
DISTASO e FUCCI. – Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. – Per sapere – premesso che:
con sentenza n. 354 del 1o dicembre 2010 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 59 della legge regionale n. 14 del 2004, con il quale la regione Puglia aveva disposto di tener fermi gli inquadramenti già disposti in favore dei dipendenti collocati nelle graduatorie di merito di due concorsi tenutisi nel 1998 e 1999 ed annullati dal giudice amministrativo;
l’articolo 16, comma 8, del decreto-legge n. 98 del 2011 dispone la nullità delle assunzioni effettuate dagli enti locali e poi sanzionate dalla Corte costituzionale;
per effetto di tale disposizione, l’amministrazione regionale ha avviato i provvedimenti di retrocessione, del personale interessato (pari a 604 dipendenti inquadrati in varie categorie);
dopo l’espletamento dei concorsi nel 1998 e 1999 in questione, i dipendenti interessati sono stati applicati senza soluzione di continuità a funzioni vitali per l’amministrazione regionale e per i soggetti amministrati (cittadini, imprese, enti, e altri);
tali funzioni sono state svolte per oltre dodici anni nel presupposto della legittimità nella loro attribuzione e sulla scorta di una norma primaria, andando inoltre formare preziose professionalità che ora rischiano di andare del tutto perse;
tale situazione, così come per il caso (già segnalato dagli interroganti con l’interrogazione a risposta immediata in Commissione n. 5-05563) dei dirigenti medici stabilizzati, ripropone lo scenario di una regione che vede la propria capacità di buon funzionamento e di fornitura di servizi adeguati all’utenza messa in pericolo;
appare pertanto conforme a criteri di equità sociale promuovere un intervento statale che salvaguardi la posizione dei dipendenti regionali interessati dalle procedure di retrocessione a oltre un decennio dall’espletamento del concorso poi dichiarato illegittimo -:
se si intendano assumere, per quanto di competenza, iniziative normative in relazione alla situazione sopra descritta che consentano di coniugare la garanzia del buon andamento dell’amministrazione con la tutela socio-economica delle persone coinvolte. (4-13979)






























