Provincia: Pina Marmo (Gruppo Misto) e Nadia Landolfi (UDC) presentano un odg sul sul diritto all’istruzione e sull’accorpamento degli istituti scolastici
I Consiglieri provinciali Pina Marmo (Gruppo Misto) e Nadia Landolfi (UDC), hanno presentato un ordine del giorno sul diritto all’istruzione e sull’accorpamento degli istituti scolastici..
“Il dimensionamento della rete scolastica – ha detto Pina Marmo (Gruppo Misto) – è l’atto fondamentale delle programmazione dell’offerta formativa in relazione alla realtà socio-economica di un territorio, di cui deve cercare di interpretare i bisogni, anche di lungo periodo. Le questioni riguardanti il paventato dimensionamento delle istituzioni scolastiche previsto dalla Legge finanziaria del luglio scorso sono di esclusiva competenza regionale e vanno attuati con flessibilità e gradualità. Il dimensionamento non può essere, quindi, calato dallo Stato come una veloce e dolorosa mannaia”.
“Come hanno fatto notare alcuni dirigenti scolastici, – continua Pina Marmo – un accorpamento dei plessi effettuato in tempi rapidi e senza tener conto delle specificità territoriali finisce per trasformare i Capi d’Istituto in viaggiatori permanenti, impegnati a far la spola tra un edificio scolastico e l’altro, senza più aver tempo e possibilità di dedicare attenzione all’offerta formativa, penalizzando di fatto il diritto allo studio dei giovani”.
Di seguito il testo dell’Odg:
Oggetto: Ordine del giorno urgente sul C
Il Consiglio Provinciale di Andria-Barletta-Trani
preso atto
dell’art. 19, commi 4 e 5, della legge n.111 del 15 luglio 2011 che prevede il dimensionamento della rete scolastica con nuovi parametri per determinare l’autonomia delle scuole nel contesto della programmazione triennale fino al 2014-15;
atteso
che è stata impugnata presso la Corte Costituzionale da diverse Regioni la legittimità della norma;
che la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha precisato i termini di applicazione e che le stesse linee di indirizzo della Regione Puglia indicate nella Delibera di Giunta di novembre, suggeriscono la scelta di una riorganizzazione scolastica non “imposta” per fare “cassa” e che la stessa propone che la riorganizzazione avvenga nel triennio 2011 – 2014;
considerati
gli effetti negativi rivenienti da una rigida applicazione della norma nell’abrogazione generalizzata delle scuole elementari e delle medie autonome per realizzare istituti comprensivi con mille e più alunni iscritti, in un’ottica non sempre di continuità educativa e didattica, ma in realtà finalizzata soprattutto a conseguire ulteriori economie di spesa in un settore particolarmente delicato nella formazione dei futuri cittadini e già fortemente penalizzato negli ultimi anni da pesanti tagli di risorse e personale;
rilevato
che nella Provincia BAT si registra la più alta media di alunni per le istituzioni nel primo ciclo (materne, elementari, medie) di tutta la regione, pari a 816,87, tale da sola a poter mantenere inalterata l’autonomia nelle attuali scuole senza procedere ad alcun accorpamento o, quantomeno, limitare le soppressioni ed i relativi accorpamenti a 10 scuole, come pianificate nella nostra provincia sulla base di una matematica ripartizione per mille alunni;
verificati
i diversi orientamenti deliberati dai Comuni della BAT, che, in alcuni casi come ad Andria, ha originato un piano che va molto al di là delle stime ministeriali con la soppressione di ben sette scuole medie e la conseguente creazione, pur in maniera graduale, di otto scuole comprensive con punte che toccano i circa 1800 alunni e che si attestano tutte abbondantemente oltre i 1000 in barba ad ogni sano principio di ordine didattico-educativo;
esprime
serie preoccupazioni per la gestione ed organizzazione di istituti troppo numerosi suddivisi in più strutture ed affidati a dirigenti scolastici di fatto impossibilitati ad esercitare una reale funzione educativa, ad esclusivo vantaggio di un ruolo sempre più meramente burocratico con pesanti ricadute sulla qualità dell’offerta formativa sul territorio;
invita
l’Amministrazione Provinciale ad intervenire direttamente sulla materia e/o tramite l’esortazione ad una ulteriore valutazione delle delibere da parte degli Enti Locali per salvaguardare il diritto allo studio dei ragazzi della Bat in uno spirito di equa, equilibrata e ragionata ripartizione della rete scolastica. A tal proposito, sarà interessata anche la Regione Puglia per capire se ciò che hanno deliberato i Comuni non sia un eccesso della stessa norma che possa provocare un danno dell’offerta formativa, produrre licenziamenti e determinare le condizioni di precariato per i dipendenti della scuola.
Pinuccio Pomo






























