La città si lecca le ferite. Molti giovani in Pronto Soccorso. Facciamo qualcosa.
La città è ancora sonnolente quando comincia a prendere consapevolezza dei danni di un fine d’anno che ha fatto scoppiettare i quartieri come semi di mais a farne pop corn luminosi allo scoccare dell’ultimo secondo dell’anno 2011. Il nuovo anno ha così il suo benvenuto da cassonetti squartati e da immondizie sparse, da piccoli focolai ancora fumanti di quelli che erano contenitori per immondizie, da strade disseminate di residui di petardi e altri artifici infuocati. (foto anche su www.andriacittasana.it) Ma le ferite più gravi si sono registrate in Pronto Soccorso. Erano le ore 00,18 quando è giunto in ospedale un giovane uomo di 27 anni a cui è scoppiato un petardo in mano, il referto recita impietoso “perdita di sostanza del II dito mano sinistra con frattura della falange ungueale e frattura del I metacarpo con successiva amputazione, trattamento chirurgico in sala operatoria”. E poi è stato il turno di un uomo di 32 anni con ferita da scoppio al II dito della mano sinistra con perdita di sostanza e successiva sutura. E ancora è arrivato un uomo di 39 anni a cui è scoppiato un petardo in faccia, riportando ustione palpebrale e abrasione corneale all’occhio destro e sinistro, con tatuaggio alla congiuntiva e al bulbo oculare e con ustione al volto e una ferita escoriata al II dito della mano sinistra. Dopo costui è stato medicato un uomo di 37 anni con ustione di II grado al polso e alla mano sinistra. Infine è stata la volta di un uomo di 63 anni con altri danni da scoppio e cioè una ferita lacero-contusa al II dito della mano destra. Tutto questo si è svolto tra le ore 00,18 e 1,30 circa. Ma numerosi sono stati anche i casi di ubriachi, tecnicamente registrati come “stati di ebbrezza alcolica”, per lo più giovani tra i 18 e i 25 anni. Il medico del Pronto Soccorso è sconsolato e sfinito e così gli altri operatori, ci dichiara: “Basterebbe poco per evitare queste sofferenze, ma perché queste persone non ci pensano prima?” Noialtri ci abbiamo provato. Ma non vogliamo arrenderci. A parte gli atti di vandalismo cittadino e le solite vittime dei petardi, quello che ci preoccupa è il disagio giovanile e la diffusione dell’alcolismo tra i ragazzi. Rivolgiamo un appello a tutti: non siamo indifferenti, facciamo qualcosa.
Coordinamento dei comitati per Andria città sana
www.andriacittasana.it
Antonio Carbone, Chiara Giannandrea, Giuseppe Di Nanni, Giovanni Del Mastro, Domenico Damiano Piscardi, Nicla Difino, Giuseppe Del Mastro e Dino leonetti






























