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    Ogni tanto, quando qualcuno se ne ricorda, quando c’è tempo e quando non si è impegnati a fare altro di più importante e redditizio, si torna a parlare della mancata istituzione della Camera di Commercio nella Provincia di Barletta-Andria-Trani. Alcuni lo fanno pensando alle pregiate poltrone da occupare e a tal fine intrallazzano e intrecciano rapporti para/istituzionali oscuri e tenebrosi, salvo poi all’improvviso autoproclamarsi promotori non si sa bene di che ed in base a quale misera rappresentanza; altri ancora (quasi tutti politici) attendono il modo per dare seguito agli “impegni” assunti, soprattutto con figure professionali e consulenti in attesa di “sistemazione”. Facendo finta per un attimo che tutto ciò sia solo il frutto della fantasia intellettuale di chi scrive, passiamo all’analisi della situazione “di fatto”, senza esprimere ulteriori giudizi di valore che sarebbe comunque il caso che gli “analisti” sempre attenti a ciò che accade in questo territorio, prima o poi facciano. Era il 4 ottobre 2010 quando a Barletta, nella sede decentrata della Camera di Commercio di Bari, avvenne la sottoscrizione del Protocollo per l’attivazione delle procedure di istituzione dell’Ente Camera di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura – Decreto Legislativo 25 febbraio 2010 n.23, nella Provincia Barletta – Andria – Trani. L’UNIMPRESA risultò tra i primi firmatari del Protocollo che, allora, vedeva anche l’adesione delle Associazioni di Categoria e Sindacali Datoriali: UNSIC PUGLIA – CLAAI Bat – CASARTIGIANI – UGL – CGIL Bt – CNA Bt – CONFARTIGIANATO – CONFESERCENTI Bat e, naturalmente, UNIMPRESA Bat e non sappiamo successivamente quali e quante altre Associazioni aderirono a quel Protocollo ufficiale e riconosciuto, al punto che venne inviato al Prefetto della Bat, dott. Carlo Sessa, da parte dell’Ufficio per gli Interventi Conseguenti all’Istituzione della Provincia di Barletta – Andria – Trani. Il documento ufficiale rappresentò un importante passaggio istituzionale perché, per la prima volta, mise nero su bianco l’effettiva volontà di istituire l’Ente Camerale nella Bat, con l’intento di superare una serie di posizioni preconcette che stavano tentando di limitare il Sistema di Rappresentanza e la rappresentatività provinciale Bat delle Imprese e dei Lavoratori. Quel documento vedeva coinvolte le Associazioni Provinciali del territorio che ne hanno pieno titolo, senza futili ed ingiustificate discriminazioni che pure sono continuate e continuano tutt’ora e che non sono tollerabili, anche perché insussistenti. La norma prevede che la Camera di Commercio deve e può realizzarsi solo se ci sono le condizioni previste espressamente dal D.Lgs. 15 febbraio 2010 n° 23 (Riforma dell’ordinamento relativo alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in attuazione dell’articolo 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 febbraio 2010, n. 46) che afferma: “La costituzione di nuove province non determina obbligatoriamente l’istituzione di nuove camere di commercio. Con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, può essere disposta l’istituzione di camere di commercio nelle nuove province solo se in ciascuna camera di commercio interessata dal provvedimento risultano iscritte o annotate nel registro delle imprese almeno 40.000 imprese e sia comunque assicurato il raggiungimento di un sufficiente equilibrio economico. Ciò significa che l’esistenza di 40 mila Imprese nel territorio della Bat è l’unico requisito richiesto per la istituzione di nuove Camere di Commercio e ne è requisito indispensabile ed imprescindibile. Il 3 novembre 2010 il Presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani relazionava in merito al suo incontro romano presso il Ministero dello Sviluppo Economico con il Direttore Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica, Gianfrancesco Vecchio, al quale partecipò anche l’Assessore provinciale alle Attività Produttive Tonia Spina e così riferiva: “…il Direttore del Ministero dello Sviluppo Economico, Francesco Vecchio, ha dovuto prendere atto delle risposte fornite in merito ai dubbi sulla consistenza numerica delle imprese della nostra Provincia che è superiore alla soglia minima di 40mila; dei dati relativi all’equilibrio economico e dall’interesse dell’economia locale all’istituzione del nuovo ente camerale. Al giugno del 2010 si contavano ben 44.921 imprese registrate, con un andamento pressocchè costante nel tempo. Di tali imprese, 13.223 risultano essere società commerciali e 29.971 ditte individuali. Anche ai fini di un adeguato equilibrio economico, le entrate presunte, solo facendo riferimento al diritto annuale ed ai diritti di segreteria, sembrano più che confortanti anche in ragione della favorevole articolazione della forma giuridica delle imprese iscritte”. Questo accadeva alla data del giugno 2010. Alla data del 30 giugno 2011 viene pubblicato il primo report riferito al sistema imprenditoriale della Provincia di Barletta – Andria – Trani, relativo al secondo trimestre del 2011; da esso si evince come al 30 Giugno 2011 il numero di imprese registrate ammonti a 40.074 delle quali circa un terzo (28,5%) delle imprese registrate sarebbe riconducibile al comparto del commercio (seguono il settore agricolo con il 24,9% e quello manifatturiero con l’11,6%). I tre comparti rappresentano circa i due terzi dell’economia provinciale, mentre il settore delle costruzioni (10,1%) e del turismo (4,7%) completano quasi interamente il quadro economico del territorio. Ciò significa che in solo un anno (giugno 2010/giugno 2011) sarebbero morte ben 4847 Imprese, di vari Settori. Un dato drammatico, se fosse vero, di fronte al quale abbiamo registrato un’indifferenza generalizzata incomprensibile. Poiché i dati relativi all’andamento dell’economia sono in netta diminuzione rispetto a giugno scorso, ci chiediamo: “ma le 40.074 Imprese certificate dall’osservatorio provinciale alla data del 30 giugno 2011 sono aumentate o sono diminuite, come accaduto nel corso dell’anno 2010/2011? E se sono diminuite e si è andati al di sotto della soglia delle 40 mila imprese minime per la istituzione della nuova Camera di Commercio della Bat cosa succede ora? Chi dovrà rispondere del tempo perduto in tutti questi anni durante i quali si sarebbe potuto provvedere, in condizioni economiche, sociali ed istituzionali differenti, alla istituzione del nuovo Ente Camerale? Tutto questo, oltre che essere motivo di riflessione, deve indurre a porre fine agli atteggiamenti di coloro che continuano a tentare di dimostrare di stare fuori dal giro senza uscire allo scoperto, continuando ad anteporre la personale bramosia di potere rispetto agli interessi generali. Noi la pensiamo così e il nostro pensiero non siamo disposti né a barattarlo né a metterlo al servizio dei potentati, non solo politici. Intanto smentiamo in maniera netta e decisa qualsiasi notizia in merito alla nomina di rappresentanti di Comitati Promotori che non ci risulta né esserci stata né essere stata prevista.

    Andria, 14 gennaio 2012

    f.to Savino Montaruli
    Direttore UNIMPRESA BAT

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