Il PD: “si sperperano risorse e si chiude l’Istituto Tecnico Agrario”
La Provincia Bat dopo essersi spogliata di enti importanti come il Centro Ricerche Bonomo e aver delegato all’Univerità di bari la gestione dell’azienda agricola “Pappa ricotta” annuncia anche la cancellazione dell’Ita Umberto I di Andria. A cuor leggero, nascondendosi dietro al piano di dimensionamento scolastico imposto alle regioni dal Ministro mani di forbici Gelmini, la Provincia cancella cento anni di storia dell’ Istituto tecnico agrario. Alcune riflessioni sono doverose: perché in nome di una valutazione meramente aritmetica la giunta provinciale ha dato via libera all’accorpamento dell’Ita con l’istituto tecnico industriale, anticamera della scomparsa dell’Ita stesso Quale è il destino riservato al personale docente e tecnico dell’Ita? Perché solo oggi la Provincia si rende conto dell’impossibilità di garantire a questi ultimi il loro posto di lavoro, legittimamente occupato? La Provincia nega il diritto al lavoro a quei dipendenti che lavoravano alle dipendenze della Provincia di Bari, dopo aver assunto centinaia di dipendenti con concorsi che hanno destato molte perplessità. Non sarebbe stato più logico prevedere la presenza dei docenti e del personale tecnico dell’ Ita e dei dipendenti degli altri enti provinciali nella pianta organica della provincia stessa anziché procedere ai tanto chiacchierati concorsi? La motivazione secondo cui l’Ita è diventato un peso economico per la sesta provincia non è plausibile, posto che la Provincia ha deciso di finanziare enti universitari privati, con procedure molto discutibili e dissipando fondi pubblici. Siamo quindi, di fronte ad una mera operazione aritmetica avente lo scopo di far quadrare i conti soltanto sul numero degli alunni, la Provincia non è stata in grado o forse non ha voluto tener conto dell’offerta formativa da offrire agli studenti del nostro territorio. Operazione attuata a discapito degli interessi degli studenti delle loro famiglie, dei docenti e del personale Ata e di tutto il comparto agricolo che nel nostro territorio ha sempre attinto alle valide professionalità formatesi all’Ita. La neonata Provincia, quindi, continua a calpestare gli interessi della nostra città e cancella cento anni di storia. A tal proposito viene spontaneo chiedersi dove siano i membri della giunta e del consiglio Provinciale andriesi, quale è il loro ruolo nello smembramento delle funzioni e delle competenze assegnate alla città di Andria. Crediamo che Andria meriti rispetto, che meritino rispetto tutti coloro che in quell’istituto lavorano, che meritino rispetto gli studenti che hanno deciso di avvalersi dell’unico Istituto Agrario della zona, ma soprattutto che la Provincia abbia oggi la possibilità di ritornare sui suoi passi rinunciando a cancellare un pezzo di storia della nostra città. Il territorio non merita di perdere un altro punto di riferimento per la sua agricoltura.
Partito Democratico di Andria































Da ex alunno sono sconcertato della notizia. E’ mai possibile che un territorio a forte vocazione agricola non abbia un istituto tecnico agrario? E’ mai possibile che una struttura con una storia e professionalità di indiscusso valore possa essere chiusa da politici che non meriterebbero neppure di salire le scale dell’Istituto. Facciamo sentire la nostra voce e impediamo questo scempio.
Sono d’accordo con Leonardo, questi mezzi signori fanno solo gli interessi propri, la nuova provincia per quello che fa è una provincia vecchia fatta da personaggi che pensano, sono a sistemare le cose proprie e se ne fregano dei cittadini creando solo disagi e umiliazione alla città di Andria, i consiglieri di Andria che fine hanno fatto ? non si cancella la storia per pochi euri o per scambio di favori, i comitati cittadini che si sono battuti per la sede legale (altra presa per il c….lo) dove sono? VERGOGNATEVI.