Sede legale Asl, parla il PD di Andria
I consiglieri regionali non rappresentano il territorio ma solo un campanile. Andria paga l’assenza di un rappresentante regionale di maggioranza ma anche l’immobilismo di Giorgino, come Sindaco di Andria e come presidente della Conferenza dei Sindaci. Sono le amare riflessioni a cui giongono i dirigenti del Partito Democratico di Andria che hanno voluto far sentire il proprio punto di vista dopo che per mesi avevano sollecitato il Sindaco di Andria di perfezionare la cessione dell’immobile che ospita la Direzione Generale alla ASL Bat. Ciò non dimeno la partita per la sede legale non è ancora del tutto chiusa, come anche appare improbabile il trasferimento della direzione generale dall’attuale sede. “La Commissione Sanità -hanno dichiarato i dirigenti del Pd di Andria- della Regione Puglia, contravvenendo anche il parere del Presidente Marino e del dimissionario Assessore Fiore che avevano chiesto il parere della conferenza dei Sindaci, ha commesso una grave forzatura che esclude dalla decisione tutto il territorio interessato. Attendiamo ora le decisioni dell’assise regionale. Su questo tema siamo intervenuti con chiarezza più volte, ed abbiamo anche registrato le parole del Direttore Generale Gorgoni, che ebbe modo di dichiarare che seppure fosse spostata d’imperio la sede legale, spostare la Direzione Generale sarebbe troppo oneroso e vanificherebbe gli investimenti tecnologici effettuati dalla Asl in quell’immobile. Quindi appare auspicabile che, comunque vada a concludersi la querelle sulla sede legale, la direzione generale resti dov’è, sia per un fatto di risparmio reale, sia per non arrecare disagio ai tanti lavoratori che hanno organizzato la propria vita anche in funzione del luogo in cui svolgono la propria professione. In questa vicenda la città di Andria paga la presenza di ben 4 consiglieri regionali di origine barlettana, tra cui ben 3 di maggioranza, ed un solo rappresentante andriese. Consiglieri regionali che dovrebbero rappresentare tutto il territorio e non solo le istanze della propria città di appartenenza, giacchè hanno raccolto il consenso in tutta la provincia. La città di Andria rischia di pagare l’immobilismo del Sindaco che avrebbe dovuto concludere la cessione dell’immobile alla Asl da molto tempo e paga l’immobilismo della conferenza dei Sindaci che non riesce neanche a definire il sito per la costruzione del nuovo ospedale. Tuttavia siamo ancora in tempo ad evitare che dopo la chiusura del Centro Ricerche Bonomo, dopo l’affossamento dell’azienda agricola Papparicotta, dopo l’onerosissimo distaccamento di molti uffici provinciali, anche la direzione generale della Asl sia sottratta alla nostra città”.
Segreteria PD Andria






























