Perchè smantellare l’Istituto Agrario e finanziare la nuova Università privata?
Giungono alla nostra Associazione di Volontariato lettere e richieste di chiarimento circa la chiusura del prestigioso, impareggiabile e storico “Istituto Agrario Umberto I°” di Andria. No. Non siamo ritardatari in questa vicenda ma il nostro interevento ha volutamente essere postumo rispetto a quello di esponenti politici i quali, ancora una volta, come sempre, in maniera noiosa, si accusano a vicenda, in modo strumentale e forse addirittura con quella sospetta complicità che ha gettato sotto il livello del mare quel minimo di credibilità della politica con la “p” tanto minuscola che non si vede più da decenni ed Andria non è immune da questa crisi istituzionale. Tornando alla questione relativa alla chiusura dell’ITA, come Associazione e come soggetto appartenente alla Rete delle Associazioni Civiche Andriesi, invitiamo i politici locali e provinciali, a tutti i livelli e di tutte le misure a CONVOCARE IMMEDIATAMENTE E CON URGENZA I CITTADINI, I DOCENTI, I DIRIGENTI SCOLASTICI, GLI ALUNNI, LE ASSOCIAZIONI, IL MONDO SINDACALE E DATORIALE per parlare in modo chiaro e limpido ai Cittadini e non solo attraverso i mass media, senza contraddittorio come se ci fossero da un lato i padroni e dall’altro i sudditi. La massima Autorità Cittadina, cioè il Sindaco, convochi una pubblica assemblea cittadina che ponga fine a questo balletto di responsabilità che ci vede completamente estranei e spettatori passivi in un conflitto politico che vede sempre e solo di mezzo la povera gente e la storia culturale e sociale di questa città mortificata su più fronti. Riteniamo che dedicare un pomeriggio alla discussione pubblica di questioni sociali invece che dedicare tutto ad eventi disertati e di facciata, sia un servizio sociale alla collettività di enorme valore politico ed amministrativo. Riteniamo che la politica ed i suoi rappresentanti debbano trovare il coraggio di guardare la gente (e gli elettori) negli occhi e recepirne disagi e aspettative, anche a costo di manifestazioni di dissenso che pur potrebbero esserci, come ce ne sono state in molteplici precedenti occasioni pubbliche. Lavorare insieme ed aver creduto in questo cambiamento è stato elemento che ha messo in gioco tantissima gente onesta che guardava unicamente all’interesse generale della comunità e al suo Sviluppo e Progresso, soprattutto culturale e occupazionale. A noi i politici non possono replicare attribuendoci colpe (politiche) che non possono attribuirci, come invece fanno sempre tra di loro; questo non possono dirlo ed è perciò che non replicherà nessuno, anche questa volta. Lo sappiamo e per questo andiamo avanti con ancor più energia e convinzione di essere nel giusto e di intercettare i reali bisogni, senza debiti di riconoscenza. Senza dimenticare che insieme all’ITA di Andria c’è la Sede Legale della Sesta Provincia, o almeno ciò che resta di essa, vi inviamo di seguito la lettera pervenutaci presso la nostra sede sociale e indirizzata al Presidente dell’Associazione da parte di una concittadina le cui generalità sono a noi note.
“Gent.mo sig. Montaruli, le scrivo questa mail per informarla della situazione che sta vivendo l’Istituto Tecnico Agrario Provinciale “Umberto I” di Andria. Questo Istituto è paritario ed è gestito dalla Provincia Bat, ma i gestori, nascondendosi dietro al piano di dimensionamento scolastico imposto alle regioni dal Ministro Gelmini, stanno provvedendo a cancellare cento anni di storia. Infatti, dal prossimo anno si attiverà solo un corso ad indirizzo Agraria presso l’Istituto Industriale; le attuali classi istituite presso l’attuale Agrario andranno ad esaurimento. Così si perderanno circa 35 posti di lavoro di docenti che hanno vissuto la maggior parte della loro vita lavorativa in questa scuola. Ma io mi chiedo e le chiedo: come fanno ad accorparsi due istituti gestiti da enti diversi?
Era necessario procedere all’applicazione della normativa statale in un istituto paritario?
Perchè smantellare un istituto storico e finanziare la nuova Università privata che sorgerà a Trani?
Conta ancora la continuità didattica, visto che gli alunni potrebbero cambiare tutto il corpo docente? Per non parlare degli alunni diversamente abili, sui quali questo cambiamento provocherà numerosissimi problemi di adattamento. L’attuale amministrazione provinciale, dopo essersi liberata del Centro Ricerche Bonomo e dell’azienda Papparicotta, ora sottrae un altro pezzo di storia della nostra città, provvedendo a smantellare l’Istituto Tecnico Agrario, che ha formato numerose generazioni di Agrotecnici e Agronomi, figure rilevanti per una città a vocazione agricola. L’unica soluzione possibile a questo smantellamento è quella di continuare a mantenere in vita l’Istituto Agrario in regime di parità, assicurando il servizio pubblico di istruzione da parte della provincia, così come è stato da 130 anni. Ringraziandola anticipatamente e restando a sua disposizione per eventuali chiarimenti, attendendo fiduciosamente un suo intervento e cordialmente la saluto”.
Andria, 30 gennaio 2012
Area Formazione e Lavoro
Associazione “Io Ci Sono!” – Andria































Visto che la Regione non ha autorizzato l’accorpamento dell’intero ITA e ha disposto l’attivazione presso l’ITIS di un indirizzo di istituto tecnico – settore tecnologico, chi e cosa impedisce che l’intero Istituto, dalle prime alle quinte, possa continuare a funzionare in regime di parità ? E’ solo una questione di volontà politica !!!!!